Pino Taglialatela “Batman”è intervenuto a Extratime, la trasmissione di radio 1 Rai Curata e condotta da Massimiliano Graziani.

 L’ex Portiere ha parlato delle possibilità di Scudetto del suo Napoli

“Il Napoli quest’anno può fare benissimo. Io non dico “quella parola” perché siamo scaramantici, però credo che nell’undici titolare il Napoli sia superiore a tutte le altre squadre. Forse sono parole di un tifoso, ma le prime giornate il Napoli è stato uno schiacciasassi. In seguito ci sono stati problemi fisici, il Covid, la Coppa d’Africa: varie situazioni negative alle quali l’allenatore Spalletti sta cercando di porre rimedio. Lo scudetto a Napoli manca da veramente troppo tempo. Inoltre il Napoli in questi ultimi anni è stato l’antagonista della Juventus e credo che meriti una soddisfazione del genere”.

Il ricordo di Maradona con cui vinse uno scudetto da giovanissimo

“La prima volta che lo vidi nello spogliatoio era nell’annata ‘85 –‘86. “Giaguaro” Castellini mi scelse fra tutti i giovani del Napoli per farmi allenare con la prima squadra. A quei tempi la rosa era formata da 16 giocatori e poi c’erano un paio di aggregati dalle giovanili. Quando sono entrato nello spogliatoio e ho visto Maradona non riuscivo neanche a parlare. Il fatto di allenarmi con lui e parare i suoi tiri era il sogno di un ragazzino che si avverava: per me la mia carriera poteva anche finire lì.  Il giovedì ci allenavamo a Soccavo e quando si aprivano i cancelli c’erano quattro/cinquemila persone che ci venivano a vedere e Maradona faceva delle cose eccezionali con il pallone. Una volta fece goal a Garella, che era altissimo, aveva un fisico esagerato e copriva tutta la porta, tirandogli da centrocampo. Quello che abbiamo visto fare in allenamento da Maradona credo lo abbiano visto in pochi. Era veramente un alieno”.

Il suo Napoli dei primi anni ‘90 che si qualificò in coppa Uefa giocando per mesi senza stipendi. Una squadra amatissima dal pubblico

“Era una squadra formata da ragazzi che “Sudavano” la maglia. A Napoli, quando scendi in campo e dai tutto puoi anche perdere, ma sei sempre acclamato. Questo è il pubblico di Napoli.  Nell’anno di Lippi la squadra era formata anche da grandi giocatori: c’erano Ferrara, Cannavaro, Di Canio. Poi quella squadra è stata smantellata per problemi economici. Però abbiamo avuto grandi allenatori, come Boskov e Simoni, che ci hanno portati a fare delle piccole imprese, fino ad arrivare in finale di Coppa Italia”

Le aspirazioni da Direttore sportivo dell’Ischia Isola verde, la squadra dell’isola dove è nato

“Siamo riusciti a fare una squadra di soli isolani. Negli ultimi tre anni siamo riusciti a crescere un po’ di ragazzi spiegando loro il concetto di professionismo. A ischia i ragazzi, ad un certo punto, ci abbandonano e smettono di giocare a calcio per andare a lavorare negli alberghi e nei ristoranti: del resto l’economia dell’isola è tutta rivolta al turismo. Ma nel corso degli anni siamo riusciti a dare un’impronta professionistica. Quest’anno siamo in zona play-off e andiamo avanti con il nostro progetto. Noi puntiamo a salire di categoria, almeno in lega Pro, per dare soddisfazione ai tifosi e agli ischitani che ci seguono. Ci sono 1500/2000 mila persone che vengono a vederci quando giochiamo al nostro campo. Ed è una grande soddisfazione per noi”

E’ il miglior “Pararigori” di sempre, con una percentuale che sfiora il 46%, ma ha fatto tutta la trafila per diventare titolare

“Ai miei tempi da dodicesimo non giocavi mai, perché le partite erano di meno e i campionati erano diversi. Non giocavi mai ma facevi esperienza, soprattutto da giovanissimo, quando avevi davanti un portiere eccezionale come Giovanni Galli, che aveva vinto tutto con il Milan e in allenamento cercavi di carpire il mestiere e di imparare il più possibile. Poi ho avuto anche un’esperienza come secondo di Toldo nella Fiorentina: quando arrivai a Firenze mi chiese: “come devo fare per parare qualche rigore?”. Ho insegnato a Toldo qualche trucchetto e poi quando è andato agli europei in Olanda ne ha parati tre in semifinale e siamo andati in finale grazie alle sue grandi parate. E fu una soddisfazione perché quando sei dodicesimo lavori per la squadra”.

EXTRATIME, il programma sportivo di Radio1 Rai a cura di Paolo Zauli e Massimiliano Graziani, con la regia di Ombretta Conti, in onda ogni domenica mattina alle 7.15 Su Radio1 e Radio1 sport.