Hockey Rotelle. Serie A: nel Master Round rischio grosso del Vicenza a Padova, Milano passa a Ferrara non senza qualche grattacapo

Nel Playoff Round il Monleale sfrutta il fattore casalingo e vince lo scontro diretto con l’Edera. Verona va sul velluto a Piacenza che rimane a zero

Abbiamo atteso con pazienza questo quarto turno di Master e Playoff Round, ma con il passare del tempo la voglia di assistere ad un’altra giornata di hockey è andata crescendo sempre più. Il vento forte che imperversava lungo tutt’Italia è giunto come ad annunciare che qualcosa stesse per succedere, che qualcosa si stesse muovendo. Tutti gli occhi degli appassionati erano puntati su queste gare della massima serie e non poteva essere altrimenti dopo quello che avevamo visto la settimana scorsa. Una seconda fase che sta, e ce l’ha dimostrato anche questa volta, prendendo forma e sempre più forza. Il bello di questo “nuovo campionato” è che davvero tutto sembra resettato e ci sembra che le squadre non stiano tenendo conto di ciò che è stato ma stiano pensando solo a ciò che sarà. C’è un’apparente tranquillità che però sta pian piano facendo venire a galla la sete di competizione e nessuno può dormire sogni tranquilli. Neppure una corazzata come Vicenza che, come abbiamo visto, se allenta leggermente la presa può rischiare contro una squadra come Padova che, nonostante la giovane età media, sta cercando di dimostrare la propria maturità. Oppure Monleale che, quasi assopita in regular season, sembra aver tenuto sapientemente le energie in vista dei momenti importanti.

Spunti di riflessione – Le due gare di Master Round erano un test per le prime della classe impegnate a districarsi in trasferte assai delicate. Se è vero che la parte calda della stagione deve ancora arrivare e che i valori, quelli reali, si vedranno più avanti, è anche vero che in questa fase si possono iniziare a valutare seriamente le prestazioni ed i comportamenti delle varie squadre. Ne sono un esempio i Ghosts Padova che non si sono fatti accecare dalla luce di talento dei Diavoli Vicenza. Eppure sulla carta per i patavini la gara in questione era decisamente proibitiva, e dopo Milano e Ferrara i ragazzi di coach Cantele dovevano dimostrare che il gioco espresso in queste ultime settimana non era frutto di semplici coincidenze. La ruota sembra essere tornata a girare per i giovani fantasmi che in questo derby hanno saputo tenere testa ad una squadra con ambizioni di tricolore, seppur priva della propria “stella polare” Sigmund, fermato da un fastidioso mal di schiena. Dopo un inizio tirato ed attento nel quale le due sfidanti non si sono risparmiate è proprio il Padova ad andare in vantaggio. Per vedere la prima rete però bisogna attendere 12’20” e soprattutto una penalità. I Diavoli infatti concedono un power play che nel giro di un minuto viene capitalizzato da Elia Calore, veloce a deviare in rete un’intuizione del capitano Francesco Campulla. La reazione degli ospiti è repentina ed arriva da una “vecchia conoscenza”, Matteo Francon, che un minuto e mezzo dopo recupera il disco a seguito dell’ingaggio vinto dai padroni di casa in fase di attacco, e si costruisce da solo un’azione che lo porta a battere a rete in posizione centrale. 1-1 e gara che subito in equilibrio. Tra ribaltamenti di fronte ed occasioni varie si arriva alla pausa e ci si gode un po’ di meritato riposo. Al rientro in pista ci si attende una risposta da parte dei campioni d’Italia ma non sembrano essere nella loro serata migliore, manca infatti la loro solita lucidità ed il cinismo sotto porta. Di certo il merito di questi intoppi, oltre all’assenza di Sigmund, va ai Ghosts che pattinano ed aggredisco tutti gli spazi. A nulla però possono, quando sono passati da poco cinque minuti della ripresa, sulla ribattuta sotto rete di Zerdin che sfrutta un violento tiro da centro pista di Pace che viene parato ma non trattenuto da Laner. Vicenza per la prima volta passa in vantaggio e, non senza pressioni e pericoli – vedi l’inferiorità subita a metà del tempo, riesce a tenere il risultato fino al termine dalla gara. Un 1-2 sofferto, forse più di quanto potesse pensare alla vigilia la squadra berica, la quale però continua la propria scia positiva. A parlare per loro è l’ex Padova ed autore del pareggio, Matteo Francon che ammette: << E’ stata una buona prestazione e personalmente mi sono sentito bene dal primo minuto. Abbiamo cercato di lavorare sui passaggi e sul pattinaggio, ma abbiamo fatto un po’ troppi errori difensivi ad inizio partita, troppa confusione. Nel secondo tempo abbiamo cercato di migliorare e di tenere di più il controllo del disco ed è andata meglio >>. Per Padova invece una sconfitta che brucia perché i punti sembravano lì, a portata di mano, e sono sfuggiti per poco; ma resta la consapevolezza di essere tornati a giocare ad alti livelli e la curiosità di sapere cosa potrà riservare il futuro. Dallo spogliatoio patavino arrivano i pensieri sulla serata di Alberto Zanette: << Per noi è stata una partita molto soddisfacente, sapevamo che sarebbe stata difficile e non ci aspettavamo questo risultato. Peccato, alla fine, non essere riusciti ad arrivare agli over time >>.

Serata non meno impegnativa per Milano contro Ferrara , un’altra sfida che eravamo curiosi di sapere come sarebbe andata a finire. Estensi che, dopo le sconfitte con Vicenza e Padova sono chiamati a rialzare le proprie quotazioni contro i meneghini. Non una cosa da poco infatti dato che gli avversari puntano diretti a riprendersi il primato del girone e soprattutto quel tricolore scomparso dalla loro maglia al termine della scorsa stagione. Milano parte a testa bassa e dopo aver vinto l’ingaggio, Fiala prova i riflessi di Peruzzi. Non passa molto che l’asso ceco scheggia il palo a conferma che non sarà un serata facile. Ospiti che però commettono fallo e sono costretti, ovviamente, a chiudersi per difendersi dagli attacchi del Ferrara che sfiora il vantaggio con un tiro di Gaboriau infrantosi sul palo. La gara si alza di ritmo e una volta tornati in parità numerica sono proprio gli estensi a passare in vantaggio con un tiro dalla sinistra di Matteo Bellini, servito dal fratello Andrea, che sembra dare una scossa a tutti i Warriors. I padroni di casa infatti sembrano indiavolati, si percepisce che riversano molte aspettative su questa gara, e più volte sfiorano il raddoppio. Milano prova a controbattere, parte in attacco ma fatica a trovare le vie centrali e la difesa chiude bene le proprie maglie. Arriva però uno dei pochi errori ferraresi che viene pagato con il pareggio di Hodge, bravissimo ad inserirsi sul secondo palo e toccare a rete il passaggio di Fiala. Tutto da rifare per Ferrara che però continua a tenere testa ai più quotati avversari, anche quando sono costretti all’inferiorità a poco più di sei minuti dal riposo. Condizione che si ripete ad un giro di orologio dalla sirena ma non c’è tempo per Milano per sfruttare la situazione che si protrarrà all’inizio della seconda parte di gara. Con i rossoblu però non si può sfidare la fortuna e una volta rientrati in pista arriva il contro-sorpasso nuovamente a firma di Hodge che raccoglie da Vendrame, si accentra e scarica in porta senza che nessuno provi ad intercettare l’inserimento dello statunitense. Le squadre non se le mandano a dire e si scambiano i “favori”, infatti dopo il fallo di Ferrara che apre le porte al powerplay ospite, il Milano si accomoda a sua volta in panca puniti per un 3vs3 da brividi, che non premia nessuno. L’allungo milanese arriva invece a 6’49” quando Ederle imposta l’uscita e imbecca Loncar che percorre tutta la pista, si accentra e con un rapido movimento di polso fa 1-3. I minuti successivi sono forse la chiave di volta del match in quanto gli emiliani possono usufruire di una superiorità, occasione d’oro per provare a riportarsi sotto, ma non solo non capitalizzano ma addirittura concedono a loro volta un power play dove Fiala non si fa scappare l’assist giusto di Belcastro. Milano prende il largo e se anche a cinque minuti dalla fine ancora l’asse Matteo-Andrea Bellini (doppietta per il primo) colpisce come in occasione del vantaggio ferrarese, è ancora un’incontenibile Hodge (tripletta) che ringrazia Fiala per il 2-5. Padroni di casa che provano il tutto per tutto negli ultimi due minuti e si giocano la carta dell’uomo in più togliendo Peruzzi, ma Fiala (tripletta) prima appoggia a porta vuota su assist di Vendrame e poi trenta secondi dopo colpisce nuovamente su suggerimento di Ederle per il definitivo 2-7. Gara che nella sua prima parte aveva lasciato aperte fantasie e pronostici, ma che nella seconda parte ha visto crescere un Milano più cinico e concreto che ha mostrato ancora qualche punto debole del Ferrara. A parlare per i rossoblu è uno dei grandi protagonisti della serata Corey Hodge che dichiara: << Nel primo tempo entrambe le squadre hanno giocato bene difensivamente. Sapevamo che restando calmi e continuando a fare il nostro gioco i gol sarebbero arrivati. Al di là del risultato siamo consci del fatto che queste partite servono soprattutto per continuare nel percorso di crescita come squadra in previsione dei playoff >>.

Avvicendamenti senza fine – E’ quello che sta accadendo alla classifica del Playoff Round nel quale Monleale ed Edera Trieste si stanno avvicendando al primo posto. I giuliani si presentano a Novi avanti di due punti e pronti a difendere quel primato tanto sudato, ma devono fare i conti con dei padroni di casa decisi a continuare la loro scia positiva. La conferma arriva immediatamente quando i falchi colpiscono dopo un minuto e mezzo dall’ingaggio iniziale con Crisci su appoggio di Pagani. Trascorrono solo trenta secondi e l’Edera è costretta all’inferiorità, condizione che avvantaggia i padroni di casa che prendono le misure e raddoppiano con Castagneri che ringrazia l’assist di Novelli. Il colpo è duro da assorbire per i ragazzi triestini che però hanno le spalle larghe e non si scoraggiano, anzi sono loro poco dopo a trarre vantaggio da un powerplay e siglare il primo gol con il duo Degano-Sodrznik. Rete che li rinvigorisce e regala loro entusiasmo tanto da trovare il pareggio sempre con lo zampino di Nicolò Degano, stavolta in formato assist-man, che serve Sindici che fa tornare il sorriso ai suoi compagni (2-2). Equilibrio che resiste però solamente tre minuti perchè Cortenova, a metà del primo tempo, serve Zancanaro per il nuovo allungo piemontese. Trieste ha la possibilità di controbattere ma i padroni di casa resistono ad una penalità e dopo esserne usciti indenni riescono a trovare la quarta segnatura con un’azione solitaria di Novelli. Si pensa già al riposo, mancano solo due giri di orologio alla sirena, ma Nicolò Degano e Sindici (doppietta) tornano ad essere protagonisti e proprio il secondo è l’autore della rete del momentaneo 4-3. Trieste però è costretta ad andare al riposo in 4vs3 a causa di una penalità fischiata negli ultimi secondi, condizione che le darà molto da pensare durante la pausa. Monleale infatti, dopo aver recuperato forze, può sfruttare l’occasione per mettere a dura prova le retroguardia ederina che però regge bene. Una volta tornati in parità numerica, quando il pericolo sembra scampato, è Fausto Romero a ricevere un lungo passaggio in fase di attacco, Fink aggirato e divario sempre più evidente sul tabellone. Ospiti che subiscono ma non mollano, anzi provano ripetutamente e riportarsi in partita ma senza riuscire a trovare le occasioni giuste. A sei minuti dal termine giunge però l’episodio che forse mette definitamente fine al match. Viene infatti inflitta una doppia penalità al Trieste (molto contestata dagli ospiti) che è costretta a difendersi come meglio può ma Castagneri (doppietta), su assist di Novelli, non perdona e mette una seria ipoteca sui tre punti in palio. Divario che non riesce più ad essere colmato da Cocozza e compagni che quando ormai si contano i secondi subiscono la settima e ultima rete a firma del capitano Faravelli. Monelale può così festeggiare la vittoria e il ritorno in vetta alla classifica al temine di una gara tutt’altro che scontata. La soddisfazione per questa serata la ritroviamo nelle parole di Fabrizio Castagneriche ci fa sapere: << Nella partite precedenti con Trieste non siamo mai riusciti ad esprimere il nostro gioco a pieno. Ieri sera abbiamo avuto un buon ritmo da subito, abbiamo fatto il nostro gioco anche se con alcuni errori di troppo in fase difensiva. Speriamo che la striscia positiva continui, ma soprattutto non manchi la determinazione e la concretezza che stiamo mettendo in campo>>. Di tutt’altro avviso invece il coach triestino Roberto Florean che manifesta tutta la sua amarezza con queste parole: << Un match molto complicato, nel quale abbiamo commesso qualche errore, ma che è stato pesantemente condizionato da un arbitraggio insufficiente che ha indirizzato la partita a nostro sfavore. Complimenti ai ragazzi del Monleale per la vittoria>>.

Ultima gara della serata e anche quella che sembra l’ultima spiaggia per la Lepis Piacenza che nulla può contro il Cus Verona. Emiliani che nonostante il fattore “casa” si presentano all’appuntamento con una panchina corta (solo sette uomini di movimento), condizione che lascia bene sperare la formazione scaligera, soprattutto quando dopo due minuti e mezzo passano in vantaggio grazie a Battistella che raccoglie il suggerimento di Frizzera. La strada per la Lepis sembra mettersi in salita, un’altra montagna da scalare per uscire indenni da un altro sabato difficile, ma Fusco e compagni ce la mettono tutta, si sacrificano e tengono duro per tutto il primo tempo. Cercano anche in più occasioni di agguantare il pareggio ma la sorte e la buona difesa gialloblu negano ogni tipo di gioia. Il riposo si avvicina a grande velocità, manca davvero poco per andare a ristorarsi ma se a due minuti e mezzo dall’inizio è arrivata la prima rete veronese, il raddoppio, come un beffardo scherzo del destino, arriva per mano di Carrer (assist Roffo) quando mancano due giri e mezzo dalla sirena. Nella seconda frazione la gara riprende sulla stessa linea e seguendo gli stessi schermi: Verona fa girare il disco e prova a cercare gli spazi e Piacenza si difende e tenta di sorprendere in contropiede. La difesa dei padroni di casa stringe i denti aiutata da Cusin, ma al  28mo Carrer decide di restituire il favore e servire Roffo per lo 0-3. Da questo momento c’è una flessione degli emiliani che iniziano ad accusare la stanchezza e subiscono in rapida sequenza le reti di Bernardoni, Roffo (doppietta) e Danieli, rispettivamente serviti da Raccanelli e Lupi che fanno prendere definitivamente il largo al Cus. 0-6 finale, un risultato tennistico severo che non premia la caparbietà ed il sacrificio del Piacenza nuovamente costretto ad una sconfitta.

Sembrano a vederli tutti risultati facili, una serata normale, ma noi non riusciamo proprio a vederla così. Nei due gironi c’è solo calma apparente e siamo certi che il vento di questi giorni tornerà presto a soffiare forte su tutte le piste.

Serie A – I risultati della 4a giornata di Master Round (sabato 26 febbraio)

Ghosts Padova – Diavoli Vicenza 1-2

Ferrara Warriors – HC Milano 2-7

Ha riposato Asiago Vipers

Serie A – I risultati della 4a giornata di Play Off Round (sabato 26 febbraio)

Monleale Sportleale – Edera Trieste 7-3

Lepis Piacenza – Cus Verona 0-6

Ha riposato Cittadella Hockey

Classifica del Master Round (tra parentesi i punti bonus):

Diavoli Vicenza punti 33 (24), HC Milano** punti 31 (25), Ferrara Warriors punti 19 (18), Ghosts Padova* punti 18 (13), Asiago Vipers punti 17 (17).

Classifica del Playoff Round (tra parentesi i punti bonus): Monleale Sportleale punti 19 (10), Edera Trieste punti 18 (12), e Cus Verona (12) punti 15, Cittadella Hockey* (6) punti 12, Lepis Piacenza* punti 0 (0)

*1 gara in più

**1 gara in meno

Credit foto Carola Fabrizia Semino – Marco Carron