Leggende Atletica Leggera

( di Alberto Sigona) KENENISA BEKELE (ETH, 1982)5000, 10000

L’etiope Kenenisa Bekele è stato probabilmente il più forte atleta di mezzofondo prolungato degli ultimi cinquant’anni, essendosi fregiato di 3 Ori (2 nei 10000) ed 1 Argento ai Giochi Olimpici e di ben 5 Mondiali (1 Bronzo): uno nei 5000 e quattro nei 10000, detenendo per circa 15 anni – un lasso di tempo incredibile – i rispettivi record del Mondo (rispettivamente con 12’37”35 stabilito nel 2004 e 26’17”53 stabilito nel 2005). Ha conseguito risultati egregi anche in Maratona, che iniziò a disputare nel finale di carriera, dopo essersi congedato dal mezzofondo.

ABEBE BIKILA (ETH, 1932)MARATONA

Agente di polizia e guardia del corpo personale dell’imperatore Hailé Selassié, Abebe Bikila, nato nel villaggio di Jato in Etiopia, divenne un eroe nazionale dopo aver vinto la medaglia d’Oro nella XVII Olimpiade (Roma, correndo a piedi nudi!). Il suo successo olimpico – il primo per un atleta africano – ebbe un significato simbolico particolare: egli, infatti, in tal modo divenne il simbolo dell’Africa che si liberava dal colonialismo europeo. Bikila bisserà l’Oro quattro anni dopo a Tokyo (stavolta con scarpe), nonostante non fosse in buone condizioni fisiche. Bikila divenne perciò il primo Campione olimpico a bissare la vittoria nella Maratona (dopo di lui vi sarebbero riusciti soltanto in due). Purtroppo nel 1969 la vita di Bikila ebbe una sterzata drammatica ed inaspettata, quando ebbe un incidente, rimanendo paralizzato dal torace in giù. Nonostante le cure e l’interesse internazionale non riuscì più a camminare. Pur impossibilitato nell’uso degli arti inferiori non perse la forza di continuare a gareggiare: nel tiro con l’arco, nel tennistavolo e perfino in una gara di corsa di slitte (in Norvegia). Partecipò inoltre alle Paralimpiadi di Heidelberg nel 1972 nel Tiro con l’arco. Morì l’anno successivo, all’età di 41 anni, per un’emorragia cerebrale. Si concludeva in maniera dolorosissima la vita di un vero mostro sacro dell’Atletica leggera.

USAIN BOLT (GIAMAICA, 1986) 100, 200

Usain Bolt è ritenuto quasi all’unanimità il più grande velocista di tutti i tempi nonché fra i primi 5 o 10 atleti in assoluto d’ogni epoca, facente parte del club degli immortali, assieme ai vari Cassius Clay, Pelè, M. Jordan, Phelps… E ciò non solo per il gran numero di vittorie, che non hanno eguali nella storia dell’Atletica Leggera (da lui riscritta), ma anche per il modo in cui le ha ottenute (facendo spesso registrare tempi fantastici, magari ai limiti del possibile) e per il lungo periodo in cui è stato nella breccia, ovvero circa 10 anni, che per uno sprinter sono davvero tantissimi. Bolt iniziò la sua parabola vertiginosa in occasione dei Giochi Olimpici del 2008, a Pechino, quando riuscì a vincere 100, 200 e 4×100, sempre con il record del Mondo. La sua prestazione sui 200 fu semplicemente stupefacente: Bolt, infatti, dopo 12 anni, tra l’incredulità generale, riuscì a strappare all’americano M. Johnson il primato, ritenuto da molti inattaccabile per ancora qualche decennio, di 19”32, fermando il cronometro a 19”30. L’anno dopo, in occasione dei Mondiali di Berlino 2009, avrebbe fatto ancora meglio, vincendo in surplace tutte le 3 gare cui prese parte, migliorando i suoi già incredibili record mondiali sui 100 metri (9”58) e sulla doppia distanza, in cui fermò il tempo ad un fantascientifico 19”19, per quello che rimane tuttora come uno dei momenti più straordinari di tutta la storia dello sport. Ai Mondiali del 2011 fallì clamorosamente l’appuntamento con la vittoria dei 100, a causa di una falsa partenza costatagli la squalifica, ma si sarebbe rifatto nei 200 (19”40) ed in staffetta. Alle Olimpiadi di Londra 2012 riuscì nell’impresa di doppiare l’exploit di 4 anni prima, vincendo 100 (9”63), 200 (19”32) e staffetta, sempre sfoderando prestazioni magistrali. Quindi l’anno seguente, ai Mondiali di Mosca, avrebbe ripetuto la sua solita tripletta, aggiudicandosi facilmente la gara dei 100 (9”77), quella dei 200 (19”66) e la staffetta, sempre con tempi sublimi. Ai Mondiali di Pechino 2015 si sarebbe ripetuto per l’ennesima volta, vincendo a stento i 100 (9”79), alla grande i 200 (19”55) e la staffetta, diventando il più Titolato di sempre a livello iridato, con ben 11 Ori, di cui 7 individuali. Nelle Olimpiadi di Rio 2016 Usain Bolt sarebbe entrato definitivamente nella leggenda centrando la terza tripletta ai Giochi (vincendo i 100 con 9”81), arrivando a quota 9 Ori1 (compresi 3 in staffetta), come i mitici Paavo Nurmi e Carl Lewis (in assoluto lo precede solo il nuotatore Phelps con 23). Ha appeso le scarpette al chiodo nel 2017 – Mondiali di Londra – dopo aver vinto un Bronzo nei 100 metri, chiudendo la carriera iridata con il seguente computo: 11 Ori (di cui 4 in staffetta), 2 Argenti (di cui uno in staffetta) ed 1 Bronzo. Fra i tanti record di Bolt si ricorda che è stato l’unico a vincere i 100 in 3 Olimpiadi di seguito, l’unico a vincere i 200 in più di un’Olimpiade, l’unico velocista ad aver vinto così tanto fra Giochi (nessuno ha fatto doppietta 100-200 per più di un’Olimpiade) e Mondiali, l’unico a vincere 4 volte i 200 ai Mondiali. L’unico ad essere un mostro contemporaneamente in due specialità della velocità (ed i 6 Titoli Olimpici individuali ed i 7 Titoli iridati fra 100 e 200 lo stanno a testimoniare).

SERGEI BUBKA (URSS/UCR, 1963)ASTA

Sergei Bubka è stato il più grande atleta di “concorsi” della storia, ed i suoi 6 Titoli iridati consecutivi (record assoluto per una singola specialità) ottenuti fra il 1983 ed il 1997 nonché le sue misure da capogiro stanno a testimoniarlo. Bubka fu il primo astista a superare la quota di 6 metri, che ai suoi tempi era ritenuta irraggiungibile. Vi riuscì per la prima volta il 13 luglio del 1985 (solo due anni prima era stato Campione del Mondo con “appena” 5.70, mentre l’anno precedente aveva saltato a 5.85, stabilendo il suo primo record del Mondo, migliorando di 2 cm il francese Thierry Vigneron), per poi ripetersi nel corso della carriera ben 43 volte. Il suo apice lo toccò il 21 febbraio 1993, quando alzò l’asticella sino a 6.15, stabilendo un record che sarebbe durato sino al 15 febbraio 2014, quando il francese R. Lavillenie volò a 6.16 (il record outdoor sarebbe però durato sino al 17 settembre 2020). La chiave del successo di Bubka fu la sua velocità e la sua forza fisica. Questo gli permise di usare aste più lunghe e rigide di quelle usate normalmente, ottenendo come risultato una migliore azione catapultante. Era anche famoso per la sua tecnica, impugnando l’asta più in alto dei suoi avversari. A dispetto della sua fama Bubka si aggiudicò “solamente” un’Olimpiade, nel 1988. È stato altresì una volta Oro Europeo (’86). Nel corso della propria carriera Bubka stabilì ben 35 nuovi record mondiali (sì, avete letto bene), 17 dei quali all’aperto e 18 indoor. Si è ritirato nel 2001.

SEBASTIAN COE (GBR, 1956) 800, 1500,

Ha vinto in carriera ben 2 Ori olimpici nei 1500, unico a riuscirci nella storia della specialità. Vanta anche 2 Argenti olimpici negli ‘800. È stato altresì Campione d’Europa (800), fregiandosi anche di un paio d’Argenti e un Bronzo. Con 1’41”73 nel 1981 stabilì uno dei record del Mondo più longevi della storia, visto che sarebbe durato sino al ’97. Si è ritirato nel 1990.

HICHAM EL GUERROUJ (MAR, 1974)1500, 5000

E’ ritenuto uno dei più grandi mezzofondisti della storia, avendo vinto 2 Ori Olimpici (ed un Argento) e 4 Ori iridati (2 Argenti); è stato l’unico atleta del Dopoguerra ad aver centrato la doppietta olimpica 1500-5000 in una Olimpiade (Atene 2004) e l’unico ad aver fatto suoi 4 Mondiali (dal ’97 al 2003) nei 1500, la specialità che gli ha regalato più soddisfazioni e di cui detiene sinora il record Mondiale (3’26″00, stabilito nel 1998, migliorando di ben 1’37” quello di Morceli) con 34’’ di margine sul secondo atleta. Nel 2006 ha annunciato ufficialmente il ritiro dalle competizioni.

HAILE GEBRSELASSIE (ETH, 1973)5000, 10000

È considerato uno dei più grandi mezzofondisti della storia, specializzato maggiormente nei 10000. È stato 2 volte Campione Olimpico (Atlanta e Sydney sui 10000, uno dei pochi a vincere codesta gara due volte) e vanta 4 Ori (record della specialità poi eguagliato da Bekele) 2 Argenti ed 1 Bronzo ai Campionati del Mondo, facendo spesso registrare dei tempi favolosi la cui eco continua a risuonare sino ad oggi. Nel finale di carriera (si sarebbe ritirato nel 2015) si è dedicato perdipiù alla Maratona, conseguendo risultati di spicco (record mondiali compresi), anche se non ha mai vinto nulla ai Mondiali o ai Giochi.

MAURICE GREENE (USA, 1974) 100, 200

È stato un paio di volte Campione Olimpico (Sydney 2000, 100 e staffetta 4×100), oltre che Argento (4×100) e Bronzo (100) ad Atene 2004. È stato altresì 5 volte iridato (compresa una staffetta) di cui 3 nei 100 ed una nei 200. Nei Mondali 1999 fu il primo a vincere 100 e 200 nello stesso Campionato del Mondo. All’epoca fu un’impresa ritenuta ai limiti del possibile, ma oggi giorno, grazie alle nuove tecniche di preparazione, non è più così. Le sue migliori prestazioni furono: 9”79 sui 100 e 19”86 sui 200. Si è ritirato nel 2008.

ALLEN JOHNSON (USA, 1971)110 HS

È stato una volta Campione Olimpico e ben 4 volte Campione del Mondo (un Bronzo), stabilendo il record della specialità, del quale è stato sicuramente il miglior interprete.

MICHAEL JOHNSON (USA, 1967)200, 400

È stato il primo e sinora unico uomo nella storia a vincere i 200 e i 400 metri nella stessa Olimpiade (nonché l’unico ad esservi riuscito ai Mondiali) e l’unico a vincere i 400 in due Olimpiadi consecutivamente (1996 e 2000). Ha detenuto sino al 2016 il record Mondiale nei 400 metri piani (43″18, stabilito nel 1999) e per 12 anni il record dei 200 metri, superato nel 2008 da Usain Bolt. Ai Giochi Olimpici vanta 4 Ori (1992: 4×100; 1996; 200, col fantastico 19’’32 da leggenda, e 400; 2000: 400) mentre ai Mondiali si fregiò di 6 titoli iridati (di cui 2 nei 200) individuali (sino al 2015 record condiviso con S. Bubka), 8 comprendendo le staffette (sino al 2015 record condiviso con C. Lewis). È inoltre l’unico ad aver vinto 4 Mondiali nei 400. Una particolarità ha contraddistinto la partecipazione alle kermesse più importanti già citate, ovvero non è mai stato Argento e Bronzo. Può essere considerato fra i mostri sacri all time, e l’impresa del 19’’32 realizzata sui 200 ad Atlanta’96 (quando migliorò il precedente record di 34 centesimi), come uno dei momenti più incredibili nella storia dello sport tutto (nell’Atletica solo Bob Beamon, forse, ha fatto un’impresa di proporzioni così gigantesche).

EZEKIEL KEMBOI (KENYA, 1982) SIEPI

Leggendario siepista keniota, è stato 2 volte Campione olimpico (Atene 2004 e Londra 2012) e 4 volte – quota record – Campione mondiale (Berlino 2009, Taegu 2011, Mosca 2013 e Pechino 2015). Vanta anche 3 Argenti iridati.

HANNES KOLEHMAINEN (FIN, 1889) 5000, 10000, MARATONA…

Fu tra i mostri sacri della sua epoca. Capace di primeggiare dal mezzofondo al fondo (come avrebbe fatto un giorno un certo Emil Zatopek, di cui tratteremo più in là), toccò l’apogeo a Stoccolma 1912, trionfando nei 5000, 10000 e nel cross individuale (2° posto nel cross a squadre). Otto anni dopo, ad Anversa, sarebbe arrivato l’Oro nella Maratona.

ROBERT KORZENJOWSKI (POL, 1968)MARCIA

È stato il più forte marciatore della 50 km di sempre. Ha vinto ben 4 Titoli Olimpici fra il ’96 ed il 2004 (di cui 3 nella 50 km, record), centrando una storica doppietta con la 20 km a Sydney 2000. È sinora l’unico atleta della 50 km a diventare 3 volte Campione del Mondo (1 Bronzo); è stato altresì 2 volte Campione d’Europa. Si ritirò nel 2004.

CARL LEWIS (USA, 1961)100, 200, SALTO IN LUNGO

Carl Lewis rappresenta uno dei rarissimi casi di atleta capace di furoreggiare in ben 3 specialità dell’Atletica Leggera, due di velocità – 100 e 200 metri piani – ed una relativa ai concorsi, ovvero il Salto in Lungo. In entrambi i casi lo si può considerare fra i più forti di tutti tempi, e proprio per il suo essere stato una leggenda in più di una specialità lo si può ritenere il più grande, almeno per quanto concerne l’Atletica. Il suo boato lo ebbe ai Mondiali del 1983, vincendo l’Oro nei 100 metri, nella Staffetta e nel Lungo. L’anno dopo avrebbe stupito il pianeta aggiudicandosi ben 4 Ori ai Giochi di Los Angeles, trionfando nei 100, 200, Staffetta e Lungo, eguagliando l’impresa di Jesse Owens, l’ultimo, sino a quell’anno, ad aver vinto nell’Atletica 4 Ori in una sola Olimpiade. Ai Mondiali di Roma 1987 arrivò secondo nella finale dei 100 m, battuto dal canadese Ben Johnson, che in quella gara ottenne il record mondiale con il tempo di 9″83. Si rifece nelle gare di Salto in lungo e della Staffetta, dove conquistò l’Oro. Alle Olimpiadi di Seul deluse le attese, arrivando secondo sia nei 100 (battuto da Johnson) che nei 200, vincendo però nel Lungo. Successivamente accadde un fatto senza precedenti: Ben Johnson venne trovato positivo ai test antidoping e ammise di aver fatto uso di sostanze dopanti anche negli anni precedenti. In seguito a queste dichiarazioni Johnson fu squalificato e le sue medaglie d’oro del 1987 e 1988 furono ritirate; di conseguenza Lewis ricevette il titolo di Campione Mondiale e Olimpico nei 100 metri (il primo a vincere i 100 in due edizioni consecutive dei Giochi). Inoltre i record di Johnson furono cancellati e il 9″92 realizzato da Lewis nella finale olimpica divenne il nuovo record mondiale della specialità. Ai Mondiali del 1991 Lewis, dato da molti esperti in lieve declino, riuscì a vincere l’Oro (il terzo consecutivo) nei 100 metri con tanto di record mondiale (9”86) e la Staffetta, arrivando secondo nel Lungo. Ai Giochi di Barcellona ’92 avrebbe vinto l’Oro in Staffetta e nel Lungo. Ai Mondiali del 1993 vinse un Bronzo nei 200, chiudendo praticamente la carriera ai Giochi di Atlanta 1996, portando a casa il quarto Oro olimpico consecutivo nel Lungo, il secondo di sempre dopo il discobolo Al Oerter a conquistare 4 Ori di seguito nella stessa specialità. In totale ha ottenuto in carriera ben 9 Ori Olimpici (record condiviso con Paavo Nurmi e Usain Bolt), di cui 7 individuali (record assoluto), oltre a 1 Argento. Ai Mondiali vanta 8 Ori (5 individuali), 1 Arg ed 1 Bro. In una ipotetica classifica dei più grandi dell’Atletica leggera, Carl precederebbe, a mio parere, U. Bolt, E. Zatopek, S. Bubka, M. Johnson, J. Owens, P. Nurmi, K. Bekele, P. Snell, L. Viren ed A. Oerter. In una graduatoria assoluta relativa agli sport individuali lo porrei al 3° posto, alle spalle di M. Phelps, N. Nadi, davanti a F. Coppi, G. Bartali, Cassius Clay, U. Bolt, R. Laver, E. Merckx e Joe Louis.

PIETRO MENNEA (ITA, 1952) 100, 200

Pietro Mennea lo si può ritenere senza indugio il più grande velocista bianco di tutti i tempi, nonché fra i più grandi velocisti all time. Nel 1979, alle Universiadi in Messico, corse i 200 metri piani in 19 secondi e 72 centesimi, stabilendo un incredibile record Mondiale (strappandolo a T. Smith, che nel 1968 toccò i 19.83) che resistette ben 17 anni (record di longevità nei 200), sino all’avvento dell’americano Michael Johnson (1996, Trials, 19’’66). Il suo tempo è tuttora, pensate, record Europeo, e non sfigurerebbe in una finale olimpica. Dal punto di vista tecnico l’italiano Mennea (originario di Barletta) aveva una partenza dai blocchi relativamente lenta ma progressivamente accelerava riuscendo a raggiungere velocità di punta superiori a qualunque atleta. Questa partenza lenta ha relativamente penalizzato le sue prestazioni sui 100 metri, mentre le gare sui 200 si concludevano spesso con rimonte ai limiti del prodigioso, come la finale delle Olimpiadi di Mosca, in cui fece registrare un’impresa pazzesca raramente ammirata in pista. A livello individuale ai Giochi si è fregiato di 1 Oro ed 1 Bronzo (un Bronzo anche in staffetta; è l’unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive, dal 1972 al 1984, record che nemmeno Usain Bolt è riuscito ad eguagliare…), ed è stato Bronzo iridato (Argento in staffetta). La Freccia del Sud agli Europei vanta 3 Ori ed 1 Argento (ed 1 Arg ed 1 Bro in staffetta). Si ritirò nell’88, dopo esser stato portabandiera azzurro ai Giochi di Seul.

EDWIN MOSES (USA, 1955) 400hs

Considerato il più forte ostacolista di tutti i tempi (400 hs), nel corso della sua luminosissima carriera s’è fregiato di 2 Titoli Olimpici (1976 e 1984; saltò i Giochi del 1980, dov’era il grande favorito, a causa del boicottaggio USA; fu Bronzo 1988) ed altrettanti Titoli Mondiali, rimanendo imbattuto per 10 anni (122 gare cons. dal 1977 al 1987). Stabilì il record mondiale della sua specialità quattro volte (sino a giungere a 47”02), detenendolo ininterrottamente per 16 anni (dal 1976 al 1992).

PAAVO NURMI (FIN, 1897) 1500, 5000, 10000, ecc…

Fu il più grande dell’epoca pionieristica, capace di stabilire in Atletica due record mai più battuti, ovvero, vincere 9 Ori Olimpici (dal 1920 al 1928), di cui 5 in una sola Olimpiade, a Parigi 1924 (l’altro record). Fu un vero mostro sacro della sua era (in cui la Finlandia era una Nazione fortissima), primeggiando su distanze che vanno dai 1500 metri ai 20 km. Aveva una poliedricità improponibile ai giorni nostri. Così come è improponibile vincere 1500 e 5000 nel giro di un’ora, come fece nelle Olimpiadi 1924, quando si aggiudicò anche 3000 a squadre e due gare di corsa campestre (una a squadre). Vanta anche 3 Argenti a 5 cerchi. Inutile dirvi che se fossero esistiti i Mondiali avrebbe fatto incetta di allori da perderne il conto.

AL OERTER (USA, 1936)DISCO

È stato il primo atleta in assoluto capace di vincere 4 Olimpiadi consecutive (dal 1956 al 1968) nella stessa specialità, impresa poi soltanto eguagliata da Carl Lewis nel Lungo e Michael Phelps nel Nuoto. Quattro volte primatista del Mondo (fra il ’62 ed il 1964), non ha vinto altre gare importanti perché all’epoca non erano stati inventati i Mondiali. Il suo record personale, stabilito a ben 43 anni, fu di 69,46 metri. Celebre l’impresa di Tokyo 1964, quando si aggiudicò l’Oro nonostante fosse in precarie condizioni fisiche. Si ritirò nel 1982. Da considerare fra i primi 10 big dell’Atletica.

JESSE OWENS (USA, 1913)100, 200, LUNGO

Fu capace di vincere alle Olimpiadi di Berlino ‘36, sotto gli occhi del Fuhrer Adolf Hitler, 4 Ori (100, 200, Staffetta 4×1002 e Lungo), mettendo in crisi il concetto di razza ariana su cui si fondava principalmente l’antisemitismo nazista. Le sue vittorie furono pertanto una rivincita contro il razzismo, ed ebbero un sapore politico oltre che sportivo. Il suo record di 4 ori3 in una stessa Olimpiade (nell’Atletica leggera, se si esclude Nurmi) sarà eguagliato soltanto alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 dal connazionale Carl Lewis, che trionferà nelle stesse gare. Lo si può ritenere il “capostipite” delle leggende dell’Atletica Leggera non pionieristica nonché il più grande Lunghista sino all’avvento di Carl Lewis ( il suo record del Mondo nel Lungo, pari a 8 metri e 13 cm, resistette ben 25 anni). Non ha vinto altre gare importanti perché all’epoca non erano stati inventati i Mondiali (avrebbero visto la luce soltanto nel 1983).

IVAN PEDROSO (CUBA, 1972) LUNGO

È stato 4 volte Campione del Mondo (l’ultima volta nel 2001) ed 1 volta Oro Olimpico (nel 2000). Lo si può ritenere il lunghista più grande di sempre dopo Carl Lewis, almeno relativamente al Dopoguerra. Il suo record personale è stato di 8,71 metri.

DWIGHT PHILLIPS, USA (1977) LUNGO

Fra i più grandi lunghisti di sempre, si è fregiato di ben 4 Titoli mondiali, record condiviso con I. Pedroso. Vanta anche 1 Bronzo iridato e 1 Oro olimpico. Il suo record personale fu di 8 metri e 74 cm, una delle migliori misure all time.

LARS RIEDEL (GER, 1967) DISCO

È stato l’unico discobolo capace di vincere 5 Mondiali (un Bronzo), tra il ’91 ed il 2001, non vincendo l’Oro, in quel lasso di tempo, soltanto nel 1999. Vanta altresì un Oro ed un Argento Olimpici ed un Titolo Europeo. Raramente un atleta ha dominato la sua specialità in maniera così netta e per un decennio. Aveva un personal best di 71,50 m (oggi è l’8° discobolo di sempre). Si ritirò nel 2008.

VILLE RITOLA (FIN, 1896) 5000, 10000…

Nato proprio nell’anno della nascita dei Giochi Olimpici moderni, è stato uno dei più grandi atleti dell’anteguerra. Fu uno dei maggiori esponenti della scuola finlandese del mezzofondo, in un’epoca in cui la Finlandia dettava legge nell’Atletica, giovandosi di fuoriclasse del calibro di P. Nurmi, H. Kolehmainen ed appunto Ville Ritola. Poliedrico come pochi, il suo exploit lo registrò ai Giochi di Parigi 1924, aggiudicandosi l’Oro nei 10.000 metri, nei 3000 siepi, nel cross a squadre e nei 3000 metri a squadre (uno dei pochissimi a centrare un poker di Ori in una stessa Olimpiade), nonché l’argento nei 5.000 e nel cross individuale. Ad Amsterdam 1928 avrebbe conquistato un altro Titolo a cinque cerchi nei 5.000 ed un Argento nella doppia distanza, concludendo la carriera con 5 Ori e 3 Argenti olimpici. Celebre la sua rivalità con Nurmi, con cui “battagliò” in diverse occasioni.

VIKTOR SANYEYEV (URSS, 1945)TRIPLO

E’ stato 3 volte Oro Olimpico (record del Triplo) ed una volta Argento; 2-2-0 è invece il suo bottino continentale. Non ha vinto altre gare importanti perché all’epoca non erano stati inventati i Mondiali. Lo si può considerare il migliore di sempre nel Triplo. Il suo record personale fu di 17,44 metri. Si è ritirato nel 1980.

JURIJ SEDYCH (RUS, 1955)LANCIO DELMARTELLO

Vanta 2 Ori Olimpici (1 Argento), 1 Oro Mondiale (1 Argento) e 3 Titoli Continentali. Detiene sinora il record Mondiale del Martello con 86,74 m, stabilita il 30 agosto 1986 a Stoccarda, con un vantaggio di 70 cm sulla seconda misura all time.

PETER SNELL (NZL, 1938)800, 1500

Ricordato come uno dei più grandi mezzofondisti di sempre, Peter Snell è stato 3 volte Campione Olimpico (2 volte negli 800 ed 1 nei 1500). Sinora è stato l’ultimo atleta capace di vincere negli 800 e nei 1500 in una Olimpiade (Tokyo 1964). Nel 1962 Snell stabilì il record Mondiale degli 800 m con il tempo di 1’44″3, che migliorava di ben un secondo e quattro decimi il record precedente. Questo primato sarà battuto solo nel 1973 dall’italiano Marcello Fiasconaro. Si ritirò nel 1965.

JAVIER SOTOMAYOR (CUBA, 1967)SALTO IN ALTO

Vanta 1 Oro ed 1 Argento Olimpico e 2 Ori e 2 Argenti iridati. Sotomayor ha avuto una netta predominanza nella storia del Salto in alto, tanto è vero che tra i 24 salti più alti di tutti i tempi, 17 sono suoi, volando oltre i 2,40 metri più di ogni altro atleta. Il 23 luglio 1993 stabilì il record Mondiale saltando 2,45 metri: record tuttora imbattuto! Annunciato il ritiro dalle competizioni l’11 ottobre 2001, fu successivamente (il 10 gennaio 2002) squalificato a vita per una seconda positività riscontrata nel meeting di Tenerife il 14 luglio 2001 al nandrolone. Ciononostante è considerato da molti il più grande saltatore in alto di tutti i tempi.4

LASSE VIREN (FIN, 1949)5000, 10000

Vinse ben 4 Ori Olimpici ed un Bronzo Europeo. Fu l’unico atleta, sino al 2016, a realizzare due volte la doppietta 5000-10000 ai Giochi Olimpici (1972 e 1976) nonché il primo a vincere i 5000 in due Olimpiadi di seguito. Celebre l’impresa compiuta nei 10000 alle Olimpiadi di Monaco ’72: a metà percorso il finlandese, infatti, inciampa e cade, ma subito si rialza, rientrando prontamente nel gruppo di testa, per poi aggiudicarsi la gara con tanto di record mondiale! Si ritirò nel 1980.

EMIL ZATOPEK (CEC, 1922)5000, 10000, MARATONA

Soprannominato la “Locomotiva umana”, Zàtopek vinse 4 Titoli (il primo nel ’48, sui 10000) alle Olimpiadi (1 Argento) e fu 3 volte Campione d’Europa (1 Bronzo). La sua fama è legata principalmente alla straordinaria impresa realizzata ai Giochi del 1952 di Helsinki, durante i quali si aggiudicò 3 medaglie d’Oro, realizzando una tripletta fantascientifica – 5000, 10000 e Maratona (gara in cui decise di competere all’ultimo minuto e che disputava ufficialmente per la prima volta in carriera) – mai più eguagliata. Un’impresa che lo pone fra i mostri sacri dello sport, visto che nessuno in futuro sarebbe riuscito a svettare in 3 specialità fra mezzofondo e fondo. Zátopek era noto per ansimare pesantemente mentre correva, e questa caratteristica divenne il suo marchio di fabbrica che contribuì ad esaltarne la figura già di per sé mitica, colpendo l’immaginario collettivo. Non ha vinto altre gare importanti perché all’epoca non erano stati inventati i Mondiali. Si ritirò nel 1957. Fra gli dei dell’Atletica lo si deve collocare al 3° posto all time, dietro C. Lewis ed U. Bolt, ma davanti a S. Bubka, M. Johnson e J. Owens.

JAN ZELEZNY (CEC, 1966)GIAVELLOTTO

È stato il giavellottista più grande della storia. Si è fregiato in carriera di ben 3 Olimpiadi (un Argento) fra il 1992 ed il 2000 e 3 Mondiali (2 Bronzi), e di 2 Bronzi Europei. È recordman di Ori Olimpici ed iridati nella sua specialità. Tuttora è il primatista Mondiale (dal 1996) del giavellotto con 98,48 metri, con un vantaggio sul primo “inseguitore” di ben 72 cm e sul terzo di addirittura oltre 5 metri. Si è ritirato nel 2006.

Menzioni speciali per:

Elenchiamo in ordine sparso alcuni degli atleti non annoverabili fra le leggende ma che in un certo modo si sono ugualmente distinti nella storia dell’Atletica Leggera.

RANDY BARNES (USA, 1966) GETTO DEL PESO

Ha detenuto dal 1990 al 2021 (per ben 31 anni!) il record del Mondo della specialità con 23,12 metri. Campione Olimpico 1996 (Argento 1992), vanta altresì un Argento ed un Bronzo iridati. Nel corso della carriera è stato trovato più volte positivo ai controlli antidoping.

JURGEN SCHULT (DDR, 1960) LANCIO DEL DISCO

Campione Olimpico 1988 (Argento 1992), ai Mondiali vanta 1 Oro, 1 Argento e 2 Bronzi. Con la misura di 74,08 metri nel 1986 stabilì il record del Mondo, che dura tuttora (con un vantaggio di 20 cm sul primo “inseguitore”).

LEE EVANS (USA, 1947) 400

Campione Olimpico 1968 (in cui fu Oro anche in staffetta), ha detenuto per vent’anni il record del Mondo dei 400 metri piani, con il tempo di 43”86.

BUTCH REYNOLDS (USA, 1964) 400

Ha detenuto per 11 anni (dal 1988 al ’99) il record mondiale dei 400 metri con il tempo di 43″29 (superò di addirittura 57 centesimi – massimo progresso all time – il record precedente di Lee Evans, che era stato stabilito vent’anni prima), che tuttora è la terza prestazione di tutti i tempi. Vanta altresì un Argento olimpico (e un oro in staffetta) e 2 Argenti ed 1 Bronzo iridati (e 3 Ori in staffetta).

TOMMIE SMITH (USA, 1944) 200

Medaglia d’Oro ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968, fu il primo uomo al Mondo ad aver corso i 200 metri piani in meno di 20 secondi (19”83). Oltre che per le sue eccellenti performance sportive, Tommie Smith è rinomato per l’eclatante gesto di protesta (insieme al compagno John Carlos) contro la discriminazione razziale esibito durante la cerimonia di premiazione dei 200 metri ai succitati Giochi di Città del Messico.

ALBERTO JUANTORENA (CUBA, 1950) 400,800

È stato il primo, e finora unico, atleta in grado di vincere sia i 400 che gli 800 metri piani nella stessa edizione dei Giochi olimpici (1976).

Mike Powell (USA, 1963) LUNGO

È stato 2 volte iridato (1 Bronzo) e due volte vice Olimpionico. Il 30 agosto 1991, ai Mondiali che si svolsero a Tokyo (Giappone), realizzò il nuovo record del Mondo saltando 8,95 metri e battendo il precedente primato di 8,90 m che Bob Beamon aveva ottenuto ai Giochi di Città del Messico nel 1968 . Il suo record del Mondo non è più riuscito a batterlo nessuno…

jonathan Edwards (GBR, 1966) TRIPLO

Ha vinto un Oro ed un Argento alle Olimpiadi e 2 Ori, 1 Argento e 2 Bronzi iridati. 1 Oro ed 1 Bronzo agli Europei. Tuttora detiene con la misura di 18,29 metri (ottenuta ai Mondiali di Göteborg del 1995) il primato Mondiale della specialità.

BOB BEAMON (USA, 1946) LUNGO

Alle Olimpiadi di Città del Messico ’68 è stato artefice, secondo molti esperti, della più grande impresa realizzata nella storia dello sport, sicuramente lo è stata per quanto concerne il Salto in lungo. Ecco quanto riferito dalla letteratura sportiva: “..subito dopo aver saltato, il giudice incaricato delle misurazioni fece scivolare l’apparecchio ottico sulla barra di scorrimento. Incredulo, cercò di spingere: troppo corta! Gli incaricati dovettero quindi cercare un decametro a nastro, cosa che richiese interminabili secondi. Finalmente, sul tabellone luminoso si accesero questi numeri incredibili: 8,90 m.” Il suo record del Mondo resistette per quasi 23 anni e venne nominato dalla rivista Sports Illustrated come uno dei cinque più grandi momenti sportivi del XX secolo. Prima del salto di Beamon, il record del Mondo era stato migliorato 13 volte dal 1901, con un incremento medio di 6 cm e con il maggior incremento di 15 cm. Il salto con cui Beamon ottenne la medaglia d’oro migliorò il record esistente di 55 cm. Tuttora il salto di Beamon è ancora record olimpico in carica e seconda miglior prestazione mondiale di ogni tempo. Quella vittoria rimase l’unica di una carriera per il resto avara di soddisfazioni.

FRANKIE FREDERICKS (NAM, 1967) 100, 200

E’ stato l’eterno secondo della velocità, avendo ottenuto ben 4 Argenti Olimpici e 3 iridati, vincendo soltanto un Mondiale (nei 200, nel 1993, con 19”85). Nonostante i pochi Ori (raffrontati alla sua grandezza) è rimasto ugualmente nella leggenda per la sua continuità ad altissimi livelli, che gli consentì fra l’altro di ottenere, poco prima del ritiro agonistico, uno splendido e significativo 4° posto ad Atene 2004 (nei 200, con 20’’14) a ben 37 anni, età tuttora quasi improponibile fra i velocisti. La sua sfortuna fu quella di essere capitato nel bel mezzo dell’era Michael Johnson, che lo privò di maggiori soddisfazioni, e l’essere incappato in diversi infortuni nei momenti topici della carriera (saltò in primis Sydney 2000).

COLIN JACKSON (GBR, 1967) 110 hs

È stato 2 volte iridato (2 Arg ed 1 Bro), 1 volta vice Olimpionico e 4 volte Campione Europeo. È ricordato in primis per essere stato primatista Mondiale dei 110 metri ostacoli per quasi 13 anni: il suo tempo di 12″91, ottenuto a Stoccarda il 20 agosto 1993, rimase imbattuto fino all’11 luglio 2006, quando il cinese Liu Xiang corse la distanza in 12″88. Si è ritirato nel 2003.