Infortuni sportivi: in Italia in arivo Insurello piattaforma per ottenere il giusto risarcimento delle Assicurazioni

Obiettivo: semplificare la burocrazia legata alle assicurazioni grazie alla tecnologia e a un team di esperti, per garantire a tutti un equo indennizzo, sportivi e atleti compresi. In Italia oltre 300.000 infortuni l’anno derivanti da attività sportiva.

Milano, marzo 2022 – È nata nel 2016 in Svezia, e da allora ha aiutato più di 250.000 persone a ottenere oltre 35 milioni di indennizzi assicurativi in seguito ad incidenti con lesioni. E ora Insurello (www.insurello.it), l’insurtech che punta a semplificare la burocrazia legata all’assicurazione grazie a un approccio digitale e a un team di esperti, annuncia il suo arrivo anche in Italia, con la missione di “garantire a tutti un equo risarcimento”, sportivi compresi.

In Italia, secondo l’Istat, sono 17 milioni gli italiani che praticano uno o più sport: un numero ancora inferiore a quello dei sedentari (sono oltre 23 milioni di sedentari) ma in crescita, in particolare nelle fasce di età più “senior”, con la fascia 55-59 (passata dal 12,6% del 1995 al 19,3% del 2006) e degli over 75 (raddoppiati dall’1,3% al 2,8%). 

Un dato, quello sull’attività sportiva, che fa il paio con quello degli infortuni: stando ai dati ISS, sono circa 300.000 gli infortuni derivanti da attività sportiva che si registrano ogni anno in Italia. In quasi la metà dei casi, si tratta di infortuni dovuti alla pratica del calcio (46%), lo sport più diffuso tra gli italiani. Gli infortuni più frequenti riguardano distorsioni a caviglia, ginocchio e contusioni ai piedi e alla testa. A seguire, con una percentuale decisamente più bassa il basket (7,8%), dove nella maggior parte dei casi si riportano la frattura del piede, anche a causa dei ripetuti salti e spostamenti laterali, e contusioni alla testa. Passando alla pallavolo (7,3%) gli infortuni più comuni riguardano la caviglia, il polpaccio e distorsioni o fratture alle mani a causa dell’impatto con la palla. Nello sci (5,7%), gli infortuni più diffusi coinvolgono il ginocchio, ma anche gli arti inferiori e i polsi. 

E così, ad aiutare gli sportivi italiani (tanto i professionisti quanto gli amatoriali) alle prese con gli infortuni ad ottenere un equo risarcimento dalla propria assicurazione arriva Insurello, che proprio ad un infortunio sportivo deve la sua nascita. Insurello infatti, come molte startup, ha origine, dall’esperienza e dal bisogno del suo giovane fondatore, Marcus Janback. Atleta professionista sin dall’età di 16 anni, Marcus subisce diversi infortuni che ne rallentano la carriera sportiva: si fa quindi aiutare dalla madre, professionista con oltre 20 anni di esperienza in un gruppo assicurativo, a “districarsi” nella burocrazia necessaria per dialogare con le assicurazioni e  ottenere i risarcimenti per lesioni. Quando chiude la sua carriera sportiva, Marcus ha le idee chiare: sfruttare le potenzialità del digitale e della tecnologia per portare a chiunque subisca un incidente – sia esso sportivo, domestico, sul lavoro o stradale – lo stesso livello di assistenza ricevuto dalla madre. Così crea Insurello.

La startup parte da Stoccolma e cresce velocemente, espandendosi prima in tutta la Svezia, poi in Danimarca e in Francia. Oggi Insurello arriva in Italia forte di un finanziamento di più di 20 milioni di euro, per conquistare un mercato che vale più di 1.4 miliardi di euro nel nostro Paese, tra sinistri chiusi senza seguito (denunciati ma non risarciti) e – comparto quest’ultimo ancor più interessante – sinistri non denunciati. 

“Gli sportivi, sia quelli amatoriali che soprattutto gli agonisti, sono stati uno dei target principali per Insurello sin dalla sua nascita, in parte proprio per l’esperienza diretta del nostro founder Marcus. Oggi lavoriamo sia con gli amatori che con gli agonisti: quest’ultimi in particolare la gestione dei risarcimenti per infortunio va gestita caso per caso – spiega Andrea Calicchio, Country Operations Manager per l’Italia di Insurello, che aggiunge – In molti casi, chi subisce un infortunio non fa ricorso alla copertura assicurativa che gli spetterebbe di diritto, perché scoraggiato dalle lungaggini burocratiche o addirittura inconsapevole rispetto a ciò che la polizza prevede; in altri casi, la scarsa conoscenza in ambito  assicurativo porta le persone a ottenere meno di quanto spetterebbe loro. Insurello arriva proprio a colmare questo gap informativo, a semplificare il processo e accompagnare, aiutare e tutelare l’utente fino al riconoscimento del giusto indennizzo”.   

Area Calicchi

Ma come funziona Insurello? Il processo inizia online: in meno di cinque minuti, l’utente può creare la propria pratica su Insurello.it, fornendo alla piattaforma le  informazioni preliminari necessarie per andare poi ad affrontare il caso specifico. In base alle caratteristiche della richiesta, la pratica viene assegnata allo specialista più idoneo, che si metterà in contatto con l’utente per approfondire il caso, raccogliere tutta la documentazione necessaria e avviare il processo con l’assicurazione. Da questo momento in poi, è il team di esperti di Insurello a occuparsi di portare avanti la pratica e fare tutto il necessario per portare a termine il risarcimento. Il modello è win-win: il processo, infatti, è totalmente gratuito per l’utente in caso di insuccesso, mentre nel caso in cui il risarcimento venga ottenuto, la piattaforma trattiene una percentuale del 25% sull’indennizzo. 

“Sono orgoglioso di portare finalmente Insurello anche in Italia. Si tratta di una tappa importante nel nostro piano di espansione, non solo per il volume del mercato ma soprattutto perché vediamo un’opportunità concreta di poter portare un reale valore aggiunto all’utente, innovando la filiera assicurativa – commenta Marcus Janback, ceo e founder di Insurello – Anche in Italia, puntiamo a risolvere gli stessi problemi che caratterizzano il settore negli altri paesi in cui operiamo: snellire i lunghi processi burocratici e semplificare il mondo dell’assicurazione.”