Intervista ESCLUSIVA per Casa Napoli Tv al giornalista Paolo Pacchioni

Il caporedattore di Radio RTL 102.5, Paolo Pacchioni, è intervenuto in diretta telefonica nella trasmissione Casa Napoli e Casa Serie A. Di seguito l’intervento nella trasmissione condotta da Max Viggiani e Lida Sabic.

Hai seguito la Nazionale nell’ultima partita, vinta per 9-1. Ci sono più meriti dell’Italia o demeriti dell’Armenia?

“Un po’ tutti e due. Ieri sera abbiamo applaudito un’Italia che ha fatto la partita, ha dato spettacolo e fatto goal. Ma la prova difensiva dell’Armenia è stata troppo brutta per essere vera. Ora prendiamoci questi 30 punti in 10 gare di qualificazione e facciamo i complimenti a Mancini, che ha dato un nuovo sprint ad una squadra che due anni fa sembrava depressa dopo la non qualificazione al mondiale. Comunque questo percorso di qualificazione è andato molto bene con 10 vittorie su 10 e 37 goal fatti con solo 4 subiti. Detto questo, prendiamo tutto per il campionato europeo perché non giocheremo contro l’Armenia. Questa è una squadra che ha messo buone basi e adesso bisogna alzare l’asticella e abituarsi a giocare anche contro avversarie più forti. Ed è il motivo per cui a marzo si cercherà di organizzare delle amichevoli contro avversarie che allenino l’Italia proprio ai big match”.

I maligni diranno che l’Italia ha battuto squadre più deboli come Armenia e Bosnia

“Si, lo abbiamo detto. Non bisogna illudersi più di tanto perché il valore degli avversari è comunque relativo. Detto questo, noi italiani siamo stati maestri nell’arte di complicarci la vita nei gironi di qualificazione. Quindi diciamo che almeno il primo passo, cioè vincere le partite facili, lo abbiamo fatto. Adesso va fatto il secondo. Non dimentichiamoci da dove eravamo partiti e facciamo i complimenti a Mancini, che ha saputo dare una nuova vitalità a questa squadra, che ha acquisito una mentalità offensiva e cerca di imporre il suo gioco. Poi andremo a vedere ciò che succederà al prossimo campionato europeo. L’Italia giocherà le prime tre partite a Roma, quindi anche con la spinta e l’appoggio del pubblico. Ci sono le basi per fare un buon lavoro. Soprattutto a centrocampo direi che la qualità e la quantità sono garantite perché abbiamo visto Jorginho, Barella e Tonali ma c’erano fuori Verratti, Sensi e Pellegrini. In porta siamo a posto. In difesa per quanto riguarda i centrali siamo ancora legati a Bonucci-Chiellini, anche se Acerbi sta crescendo molto. Io continuo ad avere ancora un po’ di perplessità sull’attacco: Immobile e Belotti vanno bene contro l’Armenia e nel Torino o nella Lazio, con tutto il rispetto per giocare l’Europa League. Ho il timore che se si alza l’asticella a livello internazionale ci possiamo perdere. E’ anche vero che alternative non ce ne sono perché l’unico potrebbe essere Mario Balotelli, ma questo scorcio di stagione al Brescia non mi sembra che possa far cambiare a Mancini idea su di lui”.

Italia-Armenia come punto di partenza. Un tempo avremmo fatto difficoltà

“La partita di ieri sera un tempo non l’avremmo vinta. Qualificati e già sicuri del primo posto nel girone e testa di serie, saremmo andati in campo con una falsa piega. La bravura di Mancini è stata quella di saper motivare una squadra anche in una partita che non aveva molto da regalare. Ma la chiave di mettere in campo giocatori che hanno giocato meno con l’obiettivo di dimostrare di voler stare in nazionale è stata sicuramente giusta”.

Paolo Pacchioni: chi rimarrà fuori dai 23 convocati?

“Non sarà una decisione facile, infatti Mancini lo ha detto nei giorni scorsi. Ha dichiarato che dovrà tagliare qualcuno anche se non vuole tagliare fuori nessuno. Credo che il CT abbia pochi dubbi, ormai i nomi in testa sono 25 o 26. A centrocampo c’è abbondanza e di fatto rischia di restare fuori Castrovilli, un giovane molto interessante ma oggettivamente a centrocampo ci sono tante alternative. E’ un po’ in ribasso Romagnoli, superato in maniera decisa da Acerbi. Per quanto riguarda l’attacco credo che Mancini lasci aperta la porta per vedere se in questa seconda metà di campionato esplode qualcuno”.

Come mai l’Insigne che si vede in nazionale è uno spettacolo, mentre spesso su quello del Napoli ci si chiede se sia lui o la sua controfigura?

“Perché in questo momento la nazionale è una squadra che gira bene e il Napoli è una squadra che ha problemi. E’ più facile esprimersi in una squadra dove le cose vanno bene, soprattutto perché il Napoli milita in un campionato non scontato e paga le tensioni dell’ambiente. Inoltre Insigne a Napoli gioca con la pressione addosso. Prima sentiva in modo forte la responsabilità di essere un napoletano che giocava nel Napoli. In questa fase c’è stata anche una parte di tifoseria che lo ha contestato e probabilmente questo gli ha messo una scimmia sulla spalla che in qualche modo lo condiziona. La nazionale è invece una boccata d’aria fresca, l’oasi. Probabilmente il rendimento è diverso perché è più tranquillo con l’Italia”.

Un giudizio tecnico su Di Lorenzo di Paolo Pacchioni

“Un’impressione molto positiva. Si è inserito bene nel Napoli. Ricordo di averlo visto giocare molto bene e segnare già alla seconda di campionato in Juve-Napoli. Non è semplice per un ragazzo appena arrivato in una squadra così importante andare a giocare in casa della Juventus e dimostrare grande personalità, oltre che grandi mezzi. Mancini lo ha subito inserito nella sua lista e ieri sera ha giocato. Mi sembra un ragazzo interessante su cui Ancelotti deve continuare a puntare. Diciamo che deve ancora conquistarsi il pass per l’europeo perché c’è concorrenza. Però credo che abbia buone chance per essere convocato alla fase finale di Euro 2020″.