“Costretti a chiedere aiuto all’estero”: caos in campionato, la Federazione corre ai ripari | Serve subito l’aiuto straniero o è la fine
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Sono giorni sportivamente drammatici per uno dei movimenti calcistici più importanti d’Europa: la Federazione opta per il pugno duro.
La nuova formula delle coppe europee ha conquistato buona parte degli addetti ai lavori e dei tifosi già dopo la fine della prima fase della prima edizione del post-rivoluzione. La “fase campionato” si è rivelata spettacolare e imprevedibile, oltre che emozionante soprattutto nelle battute conclusive.
Certo, qualcosa è da limare, magari nella formula, di sicuro nell’approccio che molte big hanno avuto alle prime giornate della League Phase. Sbagliare anche solo una partita con questo formato può costare caro, come confermato dal fatto che molte big sono state costrette a passare per i playoff.
Più di una, dal Manchester City al Milan, c’ha rimesso le penne e non per colpa, o quantomeno non solo, di presunti errori arbitrali durante gli spareggi per l’ammissione agli ottavi, come capitato all’Atalanta. Perché il Var ha un protocollo rivedibile, ma il tema di fondo resta sempre quello. L’errore umano deve essere accettato, così come il fatto che possano esserci interpretazioni diverse di situazioni al limite. Pena l’instaurazione di un clima irrespirabile per tutti.
È questo ciò che accade quasi settimanalmente in diversi campionati europei. Dalla Spagna all’Italia, per citare due delle nazioni in cui la passione per il calcio è più “caliente”, tifosi e addetti ai lavori, intesi come allenatori, dirigenti e giocatori, le accuse al sistema arbitrale, non sempre velate, sono quasi all’ordine della settimana, con la conseguenza di animare dietrologie di varia natura.
Arbitri nel mirino e tensione fuori controllo: il futuro del campionato è appeso ad un filo
Dove la situazione sta sfuggendo di mano è in Turchia, altro paese dove il calcio è quasi una ragione di vita e dove nel recente passato si sono registrati incidenti anche gravi tra tifoserie e non solo, dovuti proprio ad un clima di tensione alimentato di sovente anche dagli stessi protagonisti che vanno sul campo.
Il clamoroso ritiro dal campo dei giocatori dell’Adana Demirspor durante la partita contro il Galatasaray, in protesta per un rigore generoso concesso ai giallorossi, ultimo episodio di una serie di presunti favori alla capolista, ha fatto saltare definitivamente il tappo all’interno della Süper Lig. Tutte le società si sono scagliate contro il Galatasaray e contro la classe arbitrale.
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Il big match finisce in mani straniere: la Federazione ha deciso e non si torna indietro
A rendere ancora più infuocata la situazione è il fatto che la squadra allenata da Okan Buruk ha perso qualche colpo riaprendo la corsa al titolo, complice la rimonta del Fenerbahçe di José Mourinho. Il resto l’ha fatto il calendario, che lunedì 24 febbraio metterà di fronte proprio le due potenze per un derby che si preannuncia al calor bianco anche alla luce di un clamoroso provvedimento disposto dalla Federazione.
Al fine di allentare la tensione e spegnere i sospetti, infatti, la sfida tra Galatasaray e Fenerbahçe sarà diretta da un arbitro straniero. “L’obiettivo è non mettere in una posizione difficile i nostri arbitri” le parole del presidente della Federazione, Ibrahim Haciosmanoglu. Tutto risolto? Niente affatto, perché il Galatasaray si è opposto a questo provvedimento, invocando fischietti stranieri anche per le altre partite della giornata. Il clima è quindi pesantissimo e lo sarà anche per l’arbitro prescelto. Che, a prescindere dalla propria provenienza, resta un essere umano, che dovrebbe essere chiamato ad esercitare la propria (difficile) professione in un ambiente il più collaborativo possibile.