INTER, RIUNIONE D’EMERGENZA: tutta la dirigenza a rapporto | Scudetto e poltrone appesi a un filo, si decide tutto in queste ore
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La sconfitta contro la Juventus ha confermato le difficoltà dei campioni d’Italia: riunione-lampo, può succedere di tutto.
No, la notte della rivincita sulla Fiorentina non è stata vera gloria. Ma dall’altra parte non si può neppure parlare di un’Inter in crisi. Questa la diagnosi comunque tutt’altro che tranquillizzante uscita da un inizio di 2025 vissuto su un’inaspettata altalena.
Una squadra in crisi non sarebbe riuscita a riemergere con quella grinta, e dopo appena tre giorni, al naufragio di Firenze. E non avrebbe approcciato con quella personalità il primo tempo contro la Juventus, squadra che era reduce da tre vittorie e che aveva finora dato il meglio di sé di fronte ad avversari che le offrivano metri di campo da cavalcare.
Eppure il mese di febbraio che da tempo era stato definito nevralgico nella lotta per lo scudetto è destinato ad andare in archivio all’insegna dei rimpianti per Simone Inzaghi, la squadra e l’ambiente tutto. Due sconfitte in tre partite per l’Inter degli ultimi anni rappresentano un bilancio inaccettabile, quasi straniante.
Solo il fatto di aver sbagliato veramente solo una partita, appunto quella del Franchi, offre un parziale motivo di soddisfazione a Lautaro e compagni. Non lo è però il reiterarsi dell’unico, vero difetto che l’Inter sta palesando da inizio stagione.
Inter al bivio, pronto intervento della società: tutti in discussione
La tendenza a staccare la spina quasi all’improvviso anche all’interno della stessa partita e anche dopo una prima parte più che convincente si trascina da inizio stagione. Cosa c’è dietro? Il fronte aperto da Mkhitaryan nel post-derby d’Italia ha al tempo stesso diviso e indispettito la tifoseria. Da qui la decisione della società di correre ai ripari.
La settimana che si concluderà con la partita contro il Genoa dell’ex Vieira era infatti l’occasione buona per un blitz dell’organigramma nerazzurro al completo alla Pinetina. Dopo il match contro il Grifone non si tirerà più il fiato fino alla sosta, con Lazio in Coppa Italia, Napoli e Atalanta in 20 giorni, con in mezzo la gara contro il Monza.

Inter, tre mesi per rinascere: Marotta avvisa tutti, non si può più sbagliare
Prevenire, quindi, è meglio che curare, anche se qualche male da estirpare dalle parti di Appiano c’è. Così il presidente Marotta, il vice Zanetti, il ds Ausilio e il vice Baccin faranno sentire la propria presenza a allenatore e giocatori, prima di prodursi in una chiacchierata che dovrà capire ai piani alti a capire quale sia il problema.
Davvero si è di fronte a un’Inter “vanitosa”, che tende a specchiarsi con troppa frequenza o facilità? O piuttosto si intravedono segnali da fine ciclo, con conseguenze imprevedibili per molti, allenatore in testa? I vertici di Oaktree non parteciperanno all’incontro, ma Marotta sarà puntuale nel riferirne il contenuto. L’ultimo passaggio ai box della stagione sarà la sosta di marzo, ma per quella data più di qualcosa potrebbe essere già stato detto nella corsa-scudetto. Compatti nella buona e nella cattiva sorte: questo è il mantra di una team vincente e la conquista della seconda stella non ha stancato l’Inter di esserlo.