Vivo per miracolo l’ex atleta 47enne Gianluca Francioni

Riceviamo dall’ufficio stampa di Gianluca Francioni, un articolo che racconta una vicenda che mai avremmo voluto pubblicare, ma che pur nella sua drammaticità rappresenta quasi un inno alla vita. È salvo grazie ad un delicato intervento chirurgico effettuato presso l’ospedale di Macerata. L’ operazione, che si è protratta per circa sei ore, avviata quando il paziente era in condizioni disperate. «Non possiamo fare a meno di sottolineare la sinergia nei soccorsi attuati per salvargli la vita – spiegano i familiari -. Gianluca è stato miracolato. Abbiamo trascorso ore interminabili».

Ora, l’ex lanciatore di peso di Corridonia (MC), campione italiano, primatista italiano e 5 volte nazionale azzurro, ha voluto rendere pubblica la sua storia a distanza di quasi 2 mesi.

Vale la pena ricordare che Francioni è balzato alle cronache oltre che per i suoi risultati sportivi anche per un processo in cui assistito magistralmente dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni del foro di Macerata, lo ha visto chiamare a giudizio il Comune di Corridonia e il gestore dello stadio cittadino per il cedimento della pedana dove si stava allenando che gli ha procurato un infortunio che di fatto lo ha costretto al ritiro dalle competizioni.

L’atleta, in merito alla sua drammatica traversia ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Vorrei approfittare dello spazio che mi offrono i mass media, innanzituttoper ringraziare colui che mi ha salvato la vita, ovvero il dott. Nicola Silvestrini, giovane chirurgo instancabile. Persona di grande umanità ed umiltà dotata di estrema professionalità. E che dire del compaesano dott. Rodolfo Scibè, fondamentale nel post operatorio grazie alla sua invidiabile esperienza e competenza. Ultimo ma non meno importante, vorrei rivolgere un ringraziamento speciale al Primario Walter Siquini, che dirige con estrema maestria, tra mille difficoltà, tipiche del nostro bel paese, il reparto di chirurgia, zona vecchia, dell’ospedale civile di Macerata.

Naturalmente non dimentico gli infermieri, gli operatori sanitari, la caposala che mi hanno fatto sentire come appartenente ad una enorme famiglia, ai quali va la mia ammirazione per il lavoro che svolgono anche in questo periodo di emergenza”.

Da parte di tutta la redazione, in questo punto, non possiamo che dire: Gianluca “ad Majora”