Latina, il Basket contro il terrorismo

“We pray for Nice”: giocatori e spettatori uniti all’Arena dello stadio Francioni

Il Basket contro il terrorismo: a Latina si è consumato un momento molto significativo e toccante, in occasione della finalissima del famoso Trofeo Cuomo di pallacanestro: giocatori, allenatori, arbitri, ufficiali di campo, dirigenti accompagnatori, con tutti gli spettatori presenti sugli spalti, si sono uniti in un lungo e quasi interminabile applauso per testimoniare la loro solidarietà e vicinanza a tutte le famiglie che hanno perso i loro cari nell’attentato di Nizza.

All’Arena di Piazzale Prampolini si è alzata, così, una speciale preghiera, “We pry for Nice”, per i deceduti della strage in Francia che ha visto tra le vittime anche alcuni bambini ed alcuni connazionali che risultano scomparsi.

Dopo l’evento “Il Basket contro le Discriminazioni”, organizzato dall’Associazione Nazionale ANDDOS, che ha visto la presenza della Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli, in occasione della cerimonia di presentazione, un’altra lodevole iniziativa è stata promossa dall’ASD Euro Sport Event proprio perché lo sport è un grande messaggero di valori educativi.

“Abbiamo osservato un minuto di raccoglimento prima dell’inizio della finale – ha spiegato il responsabile della comunicazione Marco Tosarello di Euro Sport Event – perché il basket pontino è contro il terrorismo. Anche dallo sport deve partire un segnale importante, così come abbiamo già fatto nel contrasto ai pregiudizi ed alle discriminazioni. Tutti dobbiamo fare la nostra parte: non dobbiamo accettare la logica dell’odio e della paura. Dobbiamo scegliere sempre di stare contro la violenza. Il terrorismo è una minaccia per la nostra sicurezza, per i valori delle nostre società democratiche e per i diritti e le libertà dei cittadini. Siamo rimasti sgomenti davanti ad un atto vile ed incomprensibile, rispetto al quale occorre reagire con la forza della democrazia, della convivenza pacifica tra i popoli, con una integrazione culturale che deve essere sempre più forte ed efficace, per cercare di convertire anche chi è accecato dall’odio. Occorre consentire ai cittadini di vivere in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, intensificando anche la cooperazione fra organismi di intelligence per pervenire a un controllo preventivo efficace dei terroristi, soprattutto nel caso dei flussi illegali nei Paesi dell’UE. Ma allo stesso modo occorre condannare quelle disgustose strumentalizzazioni di chi propone dottrine razziste contro l’arrivo di migranti e richiedenti asilo che producono solamente ulteriore istigazione all’odio etnico e religioso nella società. Ecco che allora la soluzione contro il terrorismo ed il fondamentalismo può solo arrivare dal dialogo in tutta la società civile, non certamente la soluzione può derivare da una strategia militare nei campi di guerra o esclusivamente dai palazzi di governo. Noi siamo partiti da una campo di basket per lanciare il nostro messaggio. L’unione al di sopra delle differenze”.

foto: il giornalista Marco Tosarello