Con Giuseppe Vicino il canottaggio nel Team Herbalife24 ai Giochi Olimpici di Rio

Un remo dopo l’altro scopriamo con Herbalife le caratteristiche della disciplina, curiosità olimpiche e il profilo dell’atleta che la rappresenta nel Team H24.

Al canottaggio è legata una delle pagine più emozionanti della storia italiana alle Olimpiadi. Ai Giochi di Seul del 1988 Giampiero Galeazzi ci ha regalato una delle più belle telecronache della televisione italiana, seguendo, remo dopo remo, la conquista dell’oro del due con dei fratelli Abbagnale.

Un’emozione che il quattro senza di Giuseppe Vicino – campione del mondo in carica con Matteo Lodo, Matteo Castaldo e Marco Di Costanzo – si auspica di far provare nuovamente a tutti gli italiani, salendo sul podio di Rio.

Giuseppe è un canottiere giovane, ma che a soli ventitré anni è salito su tutti i gradini del podio, più volte. Un palmares pesante, che annovera nelle sole competizioni internazionali 4 medaglie d’oro, 5 d’argento e 5 di bronzo, tra Campionati Mondiali ed Europei e Coppa del Mondo.

Successi fra cui spicca l’impresa straordinaria dell’oro ai Mondiali francesi del 2015, 17 anni dopo l’ultimo podio internazionale di una barca azzurra senior.

Traguardi che non sarebbero stati possibili senza la passione che accompagna Giuseppe per questo sport, che ne dice “il canottaggio mi trasmette quella tranquillità e pace che altri sport non riescono a darmi, sei immerso nella natura e colpo dopo colpo senti il fruscio dell’acqua che corre lungo lo scafo e ti fa sentire leggero come se stessi volando”.

Una passione che è carburante per i duri allenamenti che la disciplina richiede, ma che da sola non basta. È fondamentale prestare attenzione e cura all’efficienza del proprio corpo per esprimere prestazioni dialtissimo livello. “Il canottaggio è uno sport che chiede molto al corpo di un atleta. Per questo avere al fianco un partner come Herbalife è per me una garanzia perché so che è un’azienda che presta alla qualità e alla sicurezza dei propri prodotti la stessa cura e attenzione che io metto al benessere del mio corpo”.

E se stai pensando ad avvicinarti a questa disciplina ma non sei sicuro, ecco per te i consigli di Giuseppe:

ll canottaggio è uno sport semplice, che però ha un fascino tutto suo che inevitabilmente ti prende il cuore. Da piccolo puoi scegliere di passare il pomeriggio in barca invece che in sella ad una biciletta o calciando un pallone. Lo consiglio a una famiglia che vuole far crescere il proprio figlio in un’ambiente puro, perché ti permette di acquisire esperienze formative per la vita. La prima gara a livello nazionale viene fatta ad 11 anni, da solo, dove le emozioni giocano un ruolo importante per riuscire a gareggiare con i migliori, c’è chi reagisce e chi mostra le sue paure.

Con dedizione e divertimento raggiungi i tuoi obbiettivi e allo stesso tempo assimili la disciplina, il senso del dovere ed il rispetto non solo delle regole, ma verso gli altri, i tuoi compagni, per ogni cosa c’è una squadra che si muove e tu sei parte di essa. È uno sport entusiasmate che, involontariamente, ti porta a praticarlo tutti i giorni per 3/4 ore. Ricercare la miglior performance diviene il pane quotidiano. Questo sport, quindi, ti regala qualità che raramente ragazzi della mia età hanno compreso, ma che la vita ti porta e ti costringerà a fare. Ad un ragazzino, ma, ovviamente anche ad una ragazzina, direi semplicemente: “viaggi tanto e spesso conosci ragazzi e ragazze di tutta Italia prima e del Mondo poi, ti costruisci un fisico atletico e quando vinci poi non puoi più farne più a meno.

Stare in barca è stupendo: senti che più ci dai dentro e più vai veloce, e tu vuoi essere sempre più veloce. E non potrai farne a meno.

È la nostra natura migliorare noi stessi individualmente e di conseguenza la squadra, l’equipaggio. Tu prova! vieni un giorno e se non ti piace… Beh non credo, ma sei libero di cambiare.”

Il Team Herbalife24

Dopo l’accordo che la vedrà per i prossimi tre anni al fianco del Comitato Olimpico Nazionale Italiano in qualità di Fornitore per gli Integratori Sportivi, Herbalife24 suggella il suo impegno nello sport ai più alti livelli con il sostegno al Team Herbalife24 per le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Questi gli atleti: Arianna Errigo, scherma; Rachele Bruni, nuoto di fondo; Fabio Fognini, tennis; Simone Giannelli, pallavolo; Giuseppe Vicino, canottaggio.

Herbalife24 sarà al fianco di questi grandi atleti attraverso la fornitura degli integratori sportivi (Formula 1 Pro, Prolong, Restore, Rebuild Strenght e Rebuild Endurance) nei mesi che li avvicinano all’avventura olimpica e durante i giorni delle competizioni, in sinergia con l’Istituto di Medicina e Scienze dello Sport e con lo staff tecnico per la Preparazione Olimpica.

Tutta la linea Herbalife24 è testata per verificare la presenza di sostanze vietate attraverso il programma “Informed Sport”, che certifica che i prodotti siano stati testati per le sostanze proibite nello sport.

SPIGOLATURE OLIMPICHE SUL CANOTTAGGIO

“Canottaggio” è un termine dall’origine francese. Viene infatti da canotage, derivato di canot (canotto).

Pierre Frédy, Barone de Coubertin, il padre delle Olimpiadi moderne, era un appassionato di canottaggio: era convinto infatti che fosse uno sport dall’alto valore pedagogico e una disciplina ideale, antidoto contro i malanni fisici e lo stress della vita quotidiana.

Il Canottaggio è uno sport olimpico fin dalla prima edizione delle Olimpiadi Moderne. Purtroppo però, a causa di condizioni metereologiche avverse, la prima gara olimpica di questa disciplina si è disputata solo durante la seconda edizione dei Giochi, nel 1900 a Parigi. Il canottaggio femminile, invece, ha fatto il suo debutto olimpico nel 1976 a Montreal.

Chiunque conosca la storia di Facebook e del suo inventore (e tutti gli appassionati di cinema) sa chi sono i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss: i due studenti di Harvard che chiesero a Zuckerberg di sviluppare per loro un social network per i soli studenti della loro università. Ebbene i due fratelli, che hanno vinto una causa civile contro il padre del ben più noto social network per furto di proprietà intellettuale, sono due bravi canottieri. Nel 2008 hanno partecipato alle Olimpiadi di Pechino piazzandosi 6° nel due senza.

Nel canottaggio, sia nelle competizioni nazionali che in quelle internazionali, il podio non esiste. Primo, secondo e terzo classificati sono premiati mentre si trovano fianco a fianco, alla stessa altezza.

Il canottaggio è uno sport antichissimo. Testimonianze di questa disciplina si trovano in pitture tombali risalenti alla V dinastia dei faraoni (2480-2350 a.C.), ma anche nel V libro dell’Eneide, dove Virgilio racconta di una gara di canottaggio nel mare di Trapani durante i giochi sportivi indetti da Enea per onorare la scomparsa di Anchise.

I fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale e il timoniere Giuseppe di Capua – il trio più famoso del canottaggio azzurro – hanno vinto 2 titoli olimpici (nel 1984 a Los Angeles e nel 1988 a Seul) e 7 mondiali.

L’Italia del canottaggio partecipò per la prima volta alle Olimpiadi nel 1906 ad Atene, un’edizione che viene ricordata come “Olimpiadi di mezzo”, perché svoltesi due anni dopo quelle di San Luis e due anni prima quelle di Londra. In quell’occasione diversi equipaggi azzurri si fecero onore, vincendo in tutto 5 medaglie: tre ori e due bronzi.

Il primo oro olimpico “ufficiale” per il canottaggio azzurro fu quello vinto da Olgeni e Scatturin e il timoniere Guido De Filip alle Olimpiadi di Anversa nel 1920 nel 2 con.

Uno degli equipaggi azzurri più forti di sempre è l’otto dell’Unione canottieri Livornesi, equipaggio passato alla storia con il nome di “Scarronzoni” che si formò nel 1928. Questa squadra fu originariamente composta da otto ex portuali di Livorno – scaricatori, operai e manovali – che furono scelti ed iniziati a questo sport da Gino Benini per via della loro potenza muscolare. L’equipaggio fu protagonista di uno storico testa a testa con la California University che strappò all’equipaggio nostrano l’oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1932. Vinsero un’altra medaglia d’argento durante le Olimpiadi di Berlino del 1936 (questa volta battuti per un soffio dalla Washington University).