Superlega di calcio, lo stop di Macron e Johnson

Il primo ministro inglese: “I club dovranno rispondere davanti ai loro tifosi”

“I club coinvolti devono rispondere ai loro tifosi e alla più ampia comunità del calcio prima di fare nuovi passi”. Dopo le varie istituzioni calcistiche nazionali e internazionali, Uefa su tutti minacciando l’escusione da ogni competizione internazionale e nazionale, il Tweet del primo ministro Boris Johnson fa ben intendere come la SuperLega non piaccia neanche alla politica. Il premier britannico lascia sui social il suo pensiero sulla nascita della nuova competizione fondata dai dodici top club europei che sta minacciando una rivoluzione “molto dannosa per il mondo del calcio” per i “progetti” su cui è basata. “Sosteniamo gli organismi calcistici in vista delle azioni che intraprenderanno”, continua Johnson, che si schiera contro il classismo dei club più ricchi, i cui piani “colpirebbero il cuore dell’attività calcistica nazionale e allarmerebbero i tifosi nel paese. I club coinvolti devono rispondere ai loro tifosi e alla comunità calcistica prima di andare oltre”.

Dello stesso avviso anche il presidente Emmanuel Macron, che si è detto pronto a compiere “tutti i passi” necessari per sostenere gli organi calcistici che cercheranno di opporsi a questo torneo per soli ricchi. Anche se, per ora, non risultano club francesi (né tedeschi) tra i fondatori della SuperLega. Il Paris Saint-Germain, infatti, dato da tutti per scontato come club incluso, si sarebbe tirato fuori dalla competizione, anche se era presente all’ultima riunione in qualità di osservatore, allo stesso modo della tedesca Bayern Monaco. Delle dodici fondatrici, invece, la metà è britannica, con le londinesi Arsenal, Chelsea e Tottenham, le due squadre di Manchester (United e City) e i campioni in carica del Liverpool. Barcellona, Atletico Madrid e Real Madrid saranno invece le esponenti spagnole, mentre Inter, Milan e Juventus quelle italiane. Proprio quest’ultima, in una nota pubblicata questa notte in concomitanza con l’annuncio della nascita della nuova Lega, ha dichiarato che “i club fondatori continueranno a partecipare alle rispettive competizioni nazionali e, fino all’avvio effettivo della Super League, Juventus ritiene di partecipare alle competizioni europee alle quali ha titolo di accedere”. Proprio il presidente bianconero, Andrea Agnelli, è diventato il vicepresidente della SuperLega.

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