L’Arcivescovo Giuseppe Baturi, a RTL 102.5:” report annuale sugli abusi, in due anni 89 segnalazioni. Faremo una ricerca negli ultimi 20 anni”

Monsignor Giuseppe Baturi, segretario Generale della Cei, ospite di Non stop news in radiovisione su RTL 102.5. “In 80 luoghi sono nati i centri di ascolto per incontrare le vittime degli abusi”

La Chiesa italiana domani celebrerà la seconda giornata di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, per la tutela dei minori e delle persone vulnerabile. A RTL 102.5 ospite l’arcivescovo Giuseppe Baturi, segretario Generale della Cei. “In ogni diocesi italiana, quindi in 226 diocesi, sono stati istituiti servivi per promuovere la formazione contro gli abusi. Sono stati realizzati 600 incontri con 20 mila operatori. In 80 luoghi sono nati i centri di ascolti per incontrare  le vittime che denunciano i fatti, un impegno per la diffusione di questa cultura che coinvolge centinaia di professionisti. Molti centri sono diretti dalle donne”, racconta Monsignor Baturi.

“E’ necessario sviluppare una forma di rispetto del minore attraverso prevenzione, protocolli certi e verificabili, azioni di attività giudiziaria nei confronti di chi è responsabile di questi delitti”, aggiunge.

L’ATTIVITA’ DELLA CEI: “NASCE UN REPORT ANNUALE”

“La Cei si è data linee guida per un’attività ben precisa. Ci sarà un report, in questi due anni sono 89 le segnalazioni fatte. E questo ci serve a ricostruire. Poi il dialogo con il dicastero per la dottrina sulla Fede: faremo una ricerca mirata sui casi giudiziari degli ultimi 20 anni, saremo assistiti da centri e cultura di ricerca e accademica. C’è la volontà di ricostruire il quadro per affinare gli strumenti di giustizia, riparazione e prevenzione”, dice Monsignor Baturi.

IL CASO DEGLI ABUSI NEL MONDO DELLO SPORT

“Dobbiamo sottolineare la cultura del rispetto e dell’amore che non sia mai possessivo. Lo sport fa sì che la persona viva la vita come un agonismo, al fine di raggiungere un risultato soddisfacente. Sono contrario alle attività che strumentalizzano la persona umana ai fini di un risultato, contro lo sport e la dignità della persona”, conclude Mons. Baturi.