Olimpiadi 4^ puntata. Dai giochi del boicottaggio a Barcellona 1992

A cura di Alberto Sigona

MOSCA 1980

Gli USA boicottano i Giochi (l’Europa è ancora “divisa” dalla “cortina di ferro”, non dimentichiamolo) e spingono molti Paesi alleati a fare altrettanto, compresa l’Italia, che vi aderirà parzialmente (come Francia e Gran Bret.), non mandando in Russia rappresentanti delle forze militari (si registra invece la totale assenza di ben 65 Stati, fra cui RFT, Canada, Sud Corea, Giappone e Cina). Ne fa le spese lo spettacolo, il livello tecnico e la credibilità delle Olimpiadi, che perdono tanti possibili protagonisti (come l’ostacolista E. Moses, favoritissimo per la vittoria, e l’imbattibile Nazionale di Basket) e moltissimo fascino. L’Italia, pur menomata nelle presenze, porta a casa un bottino di tutto rispetto, pari ad 8 Ori (3 nell’Atletica) e 15 allori complessivi. Sale in cattedra il duecentista, detentore del sensazionale record del Mondo di 19”72, Pietro Mennea, che vince il Titolo olimpico alla grande (con una memorabile rimonta), eguagliando l’impresa di L. Berruti (Roma 1960), regalando alla Penisola 20 secondi e qualche centesimo di pura magia, consegnandosi nella leggenda. E’ degna di nota anche l’impresa di Sara Simeoni nel Salto in Alto, che riporta a casa Italia un Oro femminile nell’Atletica dopo 44 lunghi anni. In assenza dei suoi acerrimi rivali statunitensi, il medagliere vede prevalere naturalmente l’URSS con 80 Ori (record), davanti alla DDR (47, record) ed alla Bulgaria (8); 5^ Italia.

LOS ANGELES 1984

Nelle Olimpiadi del clamoroso boicottaggio URSS (i sovietici ricambiano così lo smacco subito dagli americani 4 anni prima; in tutto aderiscono al boicottaggio 16 Nazioni, fra cui DDR, Cuba, Ungheria, Polonia e Cecoslovacchia), arrivano i primi Ori per la Cina, che ritorna sulla scena olimpica dopo oltre trent’anni di auto isolamento: di lì a poco diverrà la seconda super potenza sportiva del pianeta dietro ai soli Stati Uniti (eccellendo in discipline come i Tuffi ed il Ping pong, in cui diverrà imbattibile). Clamorosa quaterna di Ori per Carl Lewis (USA) che si aggiudica nell’Atletica le stesse gare che resero celebre J. Owens nel ’36: 100 m, 200 m, 4×100 e Salto in Lungo, diventando il primo (e sinora unico) a centrare un poker di trionfi in Atletica nel Dopoguerra. Lewis chiuderà la celeberrima carriera a cinque cerchi ad Atlanta ’96, col 9° Titolo olimpico (il 4° nel Lungo), eguagliando un mostro sacro come P. Nurmi. Fra i grandi protagonisti si segnala la ginnasta rumena E. Szabo (4 Ori). Nei tuffi lo statunitense Greg Louganis vince l’Oro sia nella Piattaforma che nel Trampolino, una doppietta pazzesca che ripeterà 4 anni dopo (toccando quota 4 Ori, un record per i tuffatori). In questa edizione debutta il ciclismo femminile. Anni dopo si scoprirà che molti casi di doping, anche fra atleti eccellenti, furono insabbiati, per un malcostume che negli anni sarebbe diventata una deprecabile abitudine. L’Italia infrange ogni record, conseguendo ben 14 successi, sebbene il valore della glorificazione risulti “annacquato” dall’assenza dei fortissimi atleti sovietici. Ad ogni modo ci fregiamo di storici trionfi, come quello di A. Cova nei 10.000 m. (sinora è l’unico trionfo italico nel mezzofondo prolungato) e di Gabriella Dorio nei 1500 m. donne: i successi nell’Atletica includono anche quello di A. Andrei nel Getto del Peso. Ad impinguare il nostro forziere ci pensano altresì la solita Scherma (3 Titoli), in primis con M. Numa (doppietta fra Fioretto individuale e a squadre), ed il Pentathlon moderno, con D. Masala (doppietta anche per lui). Degno di nota anche il trionfo regale dei fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale nel “2 con” di Canottaggio (li rivedremo…). Il medagliere vede spadroneggiare gli USA con 83 acuti (record), a distanza siderale si piazza la Romania (uno dei pochissimi Paesi dell’EST a non allinearsi alla decisione di Mosca di assentarsi dai Giochi) con 20, poi Germania Ovest 17, Cina 15 e Italia 14.

SEUL 1988

L’URSS raggiunge l’apogeo, conquistando ben 55 Titoli (un record, se si esclude Mosca 1980, in cui mancavano gli USA), ma per la grande potenza sovietica la kermesse di Seul si rivelerà il canto del cigno, visto che nel giro di pochissimi anni “l’Impero del male” si disintegrerà, ed assieme ad esso anche l’egemonia sui tanti Stati satellite, a partire dalla Germania EST, che molto presto verrà riunificata, per degli eventi che porranno finalmente fine al triste periodo della guerra fredda, avviando una nuova epoca. La protagonista assoluta dei Giochi è la tedesca dell’est K. Otto, 6 Ori nel Nuoto (record al femminile, comprendendo tutti gli sport, sinora ineguagliato), di cui 4 individuali, ma negli anni seguenti, quando verrà fuori la pratica del doping sistematico adottato nei paesi sotto influenza del blocco sovietico, le sue medaglie risulteranno macchiate per sempre. Ed a proposito di doping, suscita scalpore la squalifica del canadese Ben Johnson a distanza di poche ore dal trionfo nei 100 metri con tanto di record del Mondo: da quel giorno i Giochi perdono la loro innocenza. Ed il doping diverrà negli anni un male incurabile che inficerà notevolmente la regolarità dell’evento sportivo. Per sempre. Per l’Italia arrivano 6 Ori, decisamente poco in confronto alle ultime due avventure a cinque cerchi. Storico il trionfo di Gelindo Bordin nella Maratona, in una gara che mai prima di allora ci aveva visto trionfatori (ci ripeteremo ad Atene 2004…). Da applausi il bis, dopo il trionfo di Los Angeles, del lottatore V. Maenza. E’ da fiaba il tris di vittorie dei fratelli Abbagnale nel Canottaggio: Giuseppe & Carmine si riconfermano nel “2 con” entrando nel mito (anche in virtù dei tanti successi iridati), Agostino s’erge davanti a tutti nel “4 di coppia”: quest’ultimo si sarebbe ripetuto nel “doppio” ad Atlanta 1996 e nel “4 di coppia” a Sydney, entrando anch’egli nella leggenda del remo internazionale. Il medagliere, come anticipato poc’anzi, vede prevalere di slancio l’URSS, davanti alla DDR (una coppia che negli Anni Ottanta la fa da padrone), poi seguono USA e Corea Sud, solo 10^ l’Italia.

BARCELLONA 1992

Le Olimpiadi aprono le porte ai professionisti del Basket (era ora!; la decisione fu presa dalla FIBA nel 1989) e gli USA vi prendono parte schierando il leggendario Dream Team, ritenuta quasi all’unanimità la squadra più forte di ogni epoca. Micheal Jordan, Magic Johnson & company danno vita ad un torneo da urlo, sbriciolando la concorrenza con irrisoria facilità, sprigionando una forza dirompente e distruttiva a cui nessuno aveva mai assistito, conferendo al gioco una spettacolarità da film fantasy. A livello individuale il protagonista assoluto è invece il ginnasta bielorusso V. Scherbo, che si aggiudica addirittura 6 Ori, di cui 5 individuali. Per quanto concerne i Tuffi, la cinese Fu Mingxia conquista l’Oro nella Piattaforma: si sarebbe ripetuta con una doppietta Trampolino-Piattaforma ad Atlanta 1996, chiudendo la carriera con il quarto Oro olimpico a Sydney, eguagliando i 4 Titoli di G. Louganis. Merita una citazione anche la sedicenne statunitense J. Capriati, la più giovane tennista a vincere la medaglia d’Oro. Tutto questo mentre nel Ciclismo la Gran Bretagna torna a vincere un Oro dopo 72 anni: di lì a poco diverrà una potenza del pedale (su pista). Si segnala l’incredibile repentino passo in avanti della Spagna, che nell’edizione di casa si aggiudica ben 13 Ori: prima di Barcellona ’92 ne aveva vinti a mala pena 5 in tutta la sua storia! L’Italia gioisce in 6 occasioni d’Oro, fra cui ricordiamo il trionfo della Pallanuoto – dopo una infinita finale thrilling con la Spagna risolta ai supplementari per 9-8, gol vincente di F. Gandolfi – di mister R. Rudic e la doppietta (prova individuale e prova a squadre) della fiorettista Giovanna Trillini, che sconfigge avversarie d’ogni genere, compreso un infortunio che di lì a poco la costringerà a sottoporsi ad un intervento chirurgico. Vincerà ancora la prova a squadre nel 1996 e nel 2000, diventando una delle schermitrici più forti di ogni era. Merita una chiosa anche l’Oro del ciclista Fabio Casartelli nella Prova in linea su strada: pochi anni dopo perirà in un tragico incidente durante una tappa del Tour de France…Il medagliere se lo aggiudica la Comunità di Stati indipendenti (che sostituisce per una edizione gli Stati appartenenti all’ex URSS, in attesa che venga formalizzata, anche dal punto di vista sportivo, la loro indipendenza) con 45 Ori, poi seguono USA 37, Germania 33 (eguagliato il record di Berlino 1936), Cina 16, Cuba 14 (record). Solo 12^ l’Italia. Tornando all’ex URSS, ricordiamo che gli sport che hanno dato più medaglie d’Oro ai sovietici sono stati Ginnastica (73 Ori), Atletica (65), Lotta (62), Sol. Pesi (39) e Canoa (29).