Ct Mancini bloccato in autostrada,Aspi lo invita su cantieri

(ANSA) – GENOVA, 09 SET – Autostrade per l’Italia risponde
alla storia su Instagram del Ct della nazionale Roberto Mancini
che dopo essere incappato ieri sera in uno dei lavori sulla rete
ligure con la chiusura di un tratto aveva taggato il gruppo
pubblicando il video del cantiere e aggiungendo “vergognatevi”.


Aspi chiarisce che erano cantieri annunciati e segnalati, e lo
invita anzi a visitarli di persona: “Dentro quelle gallerie
lavorano ogni giorno e notte centinaia di uomini e donne che
danno il massimo per rispettare i tempi di consegna – scrive
Autostrade su Instagram -. Le andrebbe di venire a conoscerli?
Saremmo infatti lieti di invitarla a fare un sopralluogo dentro
questi cantieri. Troverà tanta passione e impegno, oltre che
accesi tifosi suoi e della Nazionale che, invece che
vergognarsi, la accoglieranno in modo affettuoso. Che ne pensa?
La aspettiamo!”
La risposta al Ct di Aspi si apre con i “complimenti per la
splendida vittoria sulla Lituania e per il sogno europeo della
scorsa estate”. La società spiega quindi che la chiusura della
A26 verso Genova a partire dal bivio per Novi Ligure/A7 fino al
bivio per la A10 è iniziata alle 21 di ieri. “L’informazione
della chiusura, inserita anche come previsione nella home page
del nostro sito, è stata sempre esposta in modo evidente sui
pannelli luminosi in avvicinamento al tratto interessato, sia
dalla A7 che dalla A26″. “Prendiamo in ogni caso spunto dal suo
messaggio e cercheremo di migliorare ancora di più
l’informazione di servizio – aggiunge però Aspi -. I nostri
tecnici e operai stanno facendo sforzi inauditi per portare
avanti un lavoro che non è visibile a chi viaggia, ma che
consiste nella completa ristrutturazione delle gallerie per
allungarne la durata di decine di anni. Uno sforzo che comporta
inevitabili disagi, che noi per primi vorremmo evitare a
viaggiatori e cittadini, ma che è necessario per ammodernare le
infrastrutture di questo Paese, che risalgono in larga parte
agli anni ’60/’70”. (ANSA).