La Juventus non si ferma più. (agguantato il 2° posto) punta decisamente verso la vetta proibita

Sino a pochi mesi fa era l’eventualità meno contemplata, era l’ipotesi meno inclusa tra il novero delle probabilità. Le possibilità che si accordavano alla Juventus riguardo la rincorsa per il Titolo si smarrivano fra prestazioni indecenti ed imbarazzanti, per una crisi d’identità che pareva in procinto di cancellare lo status di una società pluridecorata come poche.(Ph. Leonardo Bellafemina -GdS)

Le speranze di rientrare fra le contendenti alla meta più ambita apparivano arroganti, quasi ai limiti della follia, anche perché si scontravano frontalmente con la condizione sfavillante delle antagoniste, ad iniziare dalla capolista Napoli formato xxl, mai così autoritario come in questa stagione. Ma adesso si ha il sentore che qualcosa stia cambiando. La corazzata partenopea pare che stia iniziando ad avvertire i primi annunci di una temibile flessione che potrebbe presto o tardi dirottarla fuori dalla retta via. Chissà, forse il vero Napoli non è quello ammirato sino allo scorso novembre, quello che stritolava ogni ambizione altrui. Può darsi che le tante vittorie abbiano mentito sul reale valore del team campano, inducendoci ad errate valutazioni al rialzo. O magari no. Magari è solo un fisiologico decremento di potenza (peraltro comprensibile, vista la lunga pausa dovuta al Mondiale), destinato in poche settimane a confluire nel nulla, e probabilmente molto presto torneremo ad assistere alla consueta elargizione di splendore delle prime 15 giornate. Ma di certo non si può ignorare il calo – seppur lieve – della squadra di L. Spalletti. La sconfitta senza colpo ferire di San Siro contro l’Inter e la vittoria sin troppo sudata in quel di Genova al cospetto di una vulnerabile Sampdoria, rappresentano il termometro di un livello atletico che accenna ad evidenziare le prime insidiose crepe.

8VOLANTE BIANCONERO

La Zebra dal canto suo da 8 partite a questa parte non ha più sbagliato un colpo, raccogliendo – districandosi fra infortuni e problematiche di varia natura – sempre il massimo di quanto si possa ottenere, ovvero 8 vittorie e zero reti subite. Nemmeno il terremoto societario ed il cambio epocale dell’intero asse dirigenziale, con Gianluca Ferrero subentrato ad Andrea Agnelli dopo oltre un decennio di presidenza, sembra aver turbato più di tanto l’ambiente, tantomeno influito sulla parabola ascendente. La Juventus ha il carattere e la caparbietà nei propri cromosomi, ancor più della vittoria, e questa coraggiosa e sfrontata rincorsa ai piani alti del palazzo reale – che a qualsiasi compagine sarebbe apparsa vietata dalla logica – è la dimostrazione tangibile che quando ci sono di mezzo i bianconeri non puoi mai fregarti le mani con troppa disinvoltura. Mai darla per defunta, anche quando i manifesti funebri stanno per andare in stampa. Perché quando meno te l’aspetti essa riesce a scrollarsi energicamente di dosso la terra della frettolosa sepoltura, per risorgere più forte ed inquietante che mai. Certo, la Juve di Allegri non è ancora in grado di esprimere un gioco d’applausi. Le carenze tecnico-tattiche non possono lasciare indifferenti, così come le difficoltà a violare le retroguardie altrui (gli 1-0 iniziano ad essere troppi), che a lungo andare potrebbero nuocere all’inseguimento. Tuttavia sarebbe ingeneroso pretendere oltre al risultato anche la brillantezza. Non scordiamoci che la Juve rispetto alla scorsa stagione è stata un po’ rivoltata come un calzino da tanti arrivi e partenze, ed a volte occorre molto più tempo del previsto per far funzionare tutto a meraviglia, per rendere un insieme di calciatori un tutt’uno, trasformando un agglomerato eterogeneo in una squadra efficiente. Ne sa qualcosa proprio la Juve di Allegri di qualche anno fa, quando, dopo un avvio nefasto dovuto a tanti cambiamenti in rosa, fu costretta ad inscenare una lunga ed estenuante rincorsa verso la vetta. Non confiniamo nel dimenticatoio nemmeno le vicissitudini che hanno colpito diverse pedine fondamentali del gruppo (da Di Maria – che all’ultimo Mondiale ha dimostrato quanto sia importante – a Pogba), che hanno ulteriormente ritardato i tempi di aggregazione del collettivo. E non sorvoliamo nemmeno sui tanti errori arbitrali (su tutti il regolare gol del 3-2 annullato contro la Salernitana), che di certo non hanno facilitato il cammino verso l’apice agognato. Ad ogni modo, la giusta strada, retta e ben levigata, è stata tracciata. E potrebbe permetterle di agganciare il cocuzzolo della gloria. Quella sommità che ha certamente raggiunto l’indimenticabile Gianluca Vialli, capitano e simbolo dell’ultima Juventus Campione d’Europa. Ma soprattutto capitano e simbolo di generosità, classe, grinta e caparbietà, qualità che ti rendono grande tanto nello sport, quanto nella vita.

Classifica

Napoli 44 Juventus, Milan 37 Inter 34

Lazio, Roma, Atalanta 31 Udinese 25

Torino, Fiorentina 23 Bologna, Lecce, Empoli 19

Salernitana, Monza 18 Sassuolo 16 Spezia 15

Sampdoria, Verona 9 Cremonese 7

Marcatori

10 Osimhen (Napoli)

8 Lautaro Maryinez (Inter), Arnautovic (Bologna), Nzola (Spezia)

7 Leao (Milan), Dzeko (Inter), Lookman (Atalanta), Immobile (Lazio)

ALBERTO SIGONA