Nando Gentile, uno dei playmaker più forti di sempre del basket italiano, intervistato da Massimiliano Graziani a Extratime, Radio1Rai

“Sono tornato a Caserta per ricreare l’atmosfera dell0 scudetto.”Senza pubblico il basket perde il 100%”. La salute è importante ma non possiamo fermarci”

Cresciuto a Caserta, nella squadra della sua città, con la quale ha vinto uno storico scudetto.  Ma alla fine del ciclo d’oro andò via, suo malgrado, per fare la fortuna di altre squadre

“Sono rimasto a Caserta dieci anni e ci sarei rimasto tutta la vita…ma la vendita mia, di Esposito e Dell’Agnello fu decisa per i problemi economici della società” 

Poi il ritorno. Prima da giocatore (a fine carriera) e poi da allenatore: è possibile sognare una risalita di Caserta ai massimi livelli?

“Lo scorso anno ho allenato per 4/5 mesi poi si è bloccato tutto. Quest’anno abbiamo rifatto tutto il settore giovanile per cercare di crescere piano piano come è stato fatto negli anni dello scudetto. Abbiamo lavorato tutta l’estate per mettere su la struttura, la squadra, gli allenatori e la società, poi ci siamo bloccati di nuovo a causa del Covid ma l’intenzione (mia e di amici imprenditori) è quella di ricreare quell’atmosfera. Non sarà facile, ci vorrà del tempo, ma sicuramente cE la faremo”

Milano nel destino: Nando Gentile è stato Capitano Scudetto nel ‘96 e più di recente suo figlio Alessandro, capitano e vincitore di due scudetti con la squadra regina del basket italiano. Milano favorita anche quest’anno?

“Tutti gli anni si dice che Milano è la squadra da battere, ma il bello del basket è che non si vince con le parole e con i nomi, ma si vince sul campo.

Detto questo, Milano rimane grande favorita: per il Roster, per il budget, per gli allenatori e l’organizzazione, e le squadre che possono dare fastidio sono Bologna, Venezia, Sassari.  Per vincere sarà importante arrivare bene fisicamente e mentalmente ai play off che sono un campionato a parte con tante partite e viaggi ravvicinati.”

Nando Gentile ha vinto 3 scudetti e un’Eurolega con il Panathinaikos, nell’atmosfera infuocata del Basket greco, il più passionale del mondo, caratterizzato da un tifo infernale

 “Giocare in quell’atmosfera è quasi surreale: quando c’erano gli scontri importanti (contro Olympiakos, Aek e Aris Salonicco) facevamo 20 mila spettatori ed erano 20 mila ultras…e quando cominciavano ad urlare sembrava di volare”

“Quando giochi in quell’atmosfera c’è un’adrenalina che ti fa superare qualsiasi ostacolo. Diventa una battaglia. In un derby al Pireo non facemmo il riscaldamento perché sparavano con le pistole lanciarazzi all’interno del campo e dovevamo stare attenti che non ci saltasse un petardo sotto le scarpe” 

A proposito di tifo, quanto pesa la mancanza di pubblico sugli spalti a causa del Covid? Quanto conta il pubblico?

“Non dico il 100 per 100 ma quasi. Io vedo le partite e mi sembrano tutte amichevoli. Non c’è entusiasmo e non c’è chi ti trascina. C’è la voglia di vincere, ovviamente, ma il basket è uno sport nel quale il pubblico vive a contatto con i giocatori” 

Nei giorni scorsi Ettore Messina ha scritto una lettera aperta ai leader del basket Internazionale per compattare i calendari dei campionati nazionali e rimandare le Coppe europee a primavera. Per evitare maggiori occasioni di contagio viaggiando e per evitare che le competizioni siano condizionate dai casi di positività in crescita. Lei cosa ne pensa?

“Penso che la vita è la cosa più importante, però non bisogna fermarsi. Bisogna andare avanti convivendo con questa situazione cercando di limitare i danni. Se ci fermiamo siamo perduti perché 

perdiamo sponsor e introiti, senza dei quali non potremmo ripartire e finirebbe  la pallacanestro”

EXTRATIME, il programma sportivo di Radio1 Rai a cura di Paolo Zauli e Massimiliano Graziani, con la regia di Ombretta Conti, in onda ogni domenica mattina alle 7.15 Su Radio1 e Radio1 sport.