Il 1° ottobre a Milano il campione d’Italia dei pesi welter Nicholas Esposito difenderà il titolo contro Emanuele Cavallucci

Milano, 3 settembre 2021 – Venerdì 1° ottobre nella manifestazione organizzata all’Allianz Cloud da Opi  82-Matchroom-DAZN l’imbattuto campione d’Italia dei pesi welter Nicholas Esposito (14-0 con 5 KO) difenderà per la prima volta il titolo contro Emanuele Cavallucci (12-3-1 con 4 KO) sulla distanza delle dieci riprese. Nel clou, Daniele Scardina (19-0 con 15 KO) affronterà Jurgen Doberstein (26-4-1 con 7 KO) per il vacante titolo intercontinentale WBO dei pesi supermedi, sempre sulla distanza delle dieci riprese. Per lo stesso titolo, ma nella categoria dei pesi leggeri, l’ex campione d’Europa Francesco Patera (23-3 con 8 KO) sfiderà Devis Boschiero (48-6-2 con 22 KO). DAZN trasmetterà l’evento in diretta e in seguito on demand.

La sfida tra Nicholas Esposito ed Emanuele Cavallucci ha tutte le caratteristiche per risultare spettacolare: Esposito è un giovane di 26 anni che ha dimostrato di essere in grado di dare spettacolo, di continuare a combattere e vincere anche con fastidiosi tagli sul volto (quando ha battuto Tobia Loriga per il tricolore) e vuole fare strada. Cavallucci è già stato campione d’Italia ed è reduce da due sconfitte all’estero e questo lo obbliga a tornare a vincere per far risalire le proprie quotazioni. Diventare per la seconda volta campione d’Italia, è fondamentale per la sua carriera. Sia Esposito che Cavallucci hanno affrontato Tobia Loriga. Esposito lo ha superato ai punti strappandogli la cintura nazionale, mentre Cavallucci ha perso la stessa cintura contro di lui. Cavallucci era diventato campione d’Italia battendo Nicola Cristofori per knock out tecnico al quinto round l’ 8 marzo 2019 a Chieti.

Nicholas, qual è la tua opinione su Emanuele Cavallucci?

“E’ un ottimo pugile che sa combattere sia da destrorso che da mancino. Cambia la guardia in ogni ripresa. Combatte almeno due minuti da mancino in ogni round. Per fortuna, ho già affrontato e battuto avversari mancini nella mia carriera professionistica. So come mi devo allenare per battere un mancino. Da notare, che io sono mancino nella vita quotidiana ma ho imparato a combattere come un destrorso ed è quello che faccio quasi sempre. Emanuele Cavallucci ha anche altre caratteristiche che potrebbe usare per mettermi in difficoltà ma io sono preparato al meglio e sono consapevole di non doverlo sottovalutare. Per questo, sono sicuro di confermarmi campione d’Italia.”

Dove e quanto ti alleni?

“Nella palestra gestita da mio padre Enzo e da mio fratello Mattia l’ASD 969 Esposito Boxing a Bonemerse, nei pressi di Cremona. Mi alleno due volte al giorno, per sei giorni alla settimana. Ogni sessione dura un’ora e quarantacinque minuti, la prima è dedicata alla preparazione atletica, l’altra al pugilato. Nella preparazione atletica è compreso il sollevamento pesi, ma si tratta di manubri leggeri. Non credo che definire gli addominali e i pettorali sia utile a un pugile. Infatti, quasi tutti i campioni del mondo non hanno muscoli definiti. Li aveva Evander Holyfield, ma non era per quello che vinceva. E’ diventato campione del mondo dei pesi massimi leggeri e dei pesi massimi perché era bravo. Forse ci teneva ad avere un fisico scolpito per spaventare ancora di più gli avversari.”

Quando hai saputo che avresti affrontato Emanuele Cavallucci?   

“Parecchi mesi fa, perché avremmo dovuto combattere il 25 giugno, poi il 28 luglio a Verbania. Poi ho avuto il Covid-19 e sono stato fermo per tre settimane. Il match è stato riprogrammato per il 1° ottobre all’Allianz Cloud e per quella data sarò sicuramente al top.”

Contro Tobia Loriga hai fatto un gran match che ha convinto tutti non solo della tua bravura ma anche del tuo carattere. Hai continuato a combattere nonostante avessi molti tagli dovuti alle testate e sanguinassi ed hai vinto la maggior parte delle riprese. Quel combattimento è stato il più difficile della tua carriera?

“Si e ha dimostrato quanto sia indispensabile avere un grande team all’angolo. Non mi riferisco solo a mio padre, ma anche al cutman Alessandro Buratto che ha fatto un gran lavoro. Se avessi avuto un cutman meno bravo probabilmente il match sarebbe stato fermato. Non me la prendo con Loriga per le numerose testate perché erano involontarie, ma quando ha detto al microfono di DAZN di guardare la sua faccia e la mia e dire chi aveva vinto mi sono arrabbiato perché io non gli ho tirato nemmeno una testata. Inoltre, io ho una pelle che si taglia facilmente come l’avevano Arturo Gatti e Vito Antuofermo. Quindi è improbabile che arrivi alla fine di un match sulle dieci riprese con il volto pulito.”  

Se batterai Cavallucci difenderai ancora il titolo italiano o punterai ad un titolo internazionale?  

“Sono orgoglioso di essere campione d’Italia, ma vorrei anche un titolo internazionale. Ne ho parlato con mio padre e decideremo cosa fare dopo aver parlato con la famiglia Cherchi. Loro hanno l’esperienza per aiutarci a gestire al meglio la mia carriera. Da quando ho vinto il tricolore sono totalmente concentrato sull’attività pugilistica. Prima lavoravo in cantiere con mio padre. Ora sono un professionista a tempo pieno.”