Serie A – Napoli, è l’ora esatta!

(di Alberto Sigona) – Il Napoli rafforza il primato in classifica, e le rivali già si defilano…Eh sì, sembra davvero che sia giunta l’ora per puntare seriamente la vetta proibita

NAPOLI, E’ L’ORA ESATTA!

Il Napoli di quest’avvio di stagione è una squadra fantastica. E mai aggettivo fu così appropriato. Spesso si abusa di tale attributo, dispensandolo a destra ed a manca senza un criterio attendibile, conferendolo con superficialità, sino a renderlo meno esaltante, svuotandolo del proprio valore intrinseco. Ma stavolta è quanto di meglio ed opportuno ci sia sul “mercato dei vocaboli” per effigiare la peculiarità cardine di una compagine che sta scostandosi considerevolmente dalle previsioni, dalla consuetudine, dalla realtà.

INCREDIBILE MA NAPOLI

A stupire addetti ai lavori e gli stessi tifosi (che per loro natura dovrebbero essere avvezzi a certe fantasie) è in primis il percorso straordinario che i partenopei stanno attuando in Coppa dei Campioni. L’esordio nel massimo torneo continentale è stato da libro di storia, asfaltando il pluridecorato Liverpool con un perentorio ed irriguardoso 4-1. Quindi sarebbe arrivato l’imperativo 3-0 di Glasgow al cospetto degli scozzesi dei Rangers, per poi proseguire a spron battuto con il mostruoso 6-1 di Amsterdam contro i lancieri olandesi dell’Ajax, rifilandogli il più severo benservito domestico d’ogni epoca. A seguire ci sarebbe stato l’impietoso 4-2 rifilato fra le mura amiche ancora alla squadra 4 volte Campione d’Europa. A ruota ecco il 3-0 con il quale si è schiaffeggiato il team dei Rangers nel ritorno al “Maradona”, guadagnandosi il 1° posto semi matematico nel girone prima del k.o. ininfluente di Liverpool. Una condotta da fantacalcio (specie se rapportata al proprio status) che ci descrive una compagine dalla forza d’urto inquietante: venti gol fatti (e 6 subiti, ma tutti irrilevanti ai fini della qualificazione) in 5 partite rappresentano un operato da super top team, di quelli che raramente calcano un rettangolo verde, di quelli che in genere terminano la stagione con messe di allori e riconoscimenti. Di quelli che lasciano il segno lungo il solco della storia.

A rendere quest’inizio di annata veramente scevra dai canoni della razionalità c’è naturalmente anche il Campionato. I campani sono saldamente in testa alla classifica, con le rivali che pian pianino iniziano a defilarsi, inadeguate a reggere il ritmo di un team che col suo incedere costante sembra non avere intenzioni di concedersi decelerazioni o scalate di marce, tenendo il motore sempre a pieni giri, persino in curva. Anche qui il ruolino di marcia è in linea con quanto sta avvenendo in Europa, cioè iperbolico, con rarissimi riscontri nella storia della Serie A. Trenta reti realizzate, nove gol subiti (spesso ininfluenti), unica squadra ancora imbattuta, vittorie mirabolanti o comunque con un alto coefficiente di difficoltà, come il 2-1 in casa Milan o i successi corsari in quel di Roma, servendo prelibate pizze presso i domicili di laziali e giallorossi. Non c’è che dire, il Napoli è proprio una squadra da paura.

SENZA RIVALI

Dicevamo delle rivali. Ebbene esse sembrano di già in procinto di esonerarsi dal perseguire certi traguardi opulenti, evidenziando una scarsa propensione a tenere con continuità quella cadenza da cui è vietato prescindere se si perseguono ambizioni di alto livello. L’unica compagine che più delle altre antagoniste pareva meglio attrezzata per reggerne l’andatura ultra spedita era (e forse lo è tuttora) il Milan, ma il capitombolo dei rossoneri (troppo Leao dipendenti) nell’arena dei tori ci costringe a correggere al ribasso le quotazioni dei Campioni uscenti, che rischiano precocemente di affiancare le altre inadeguate antagoniste vere o presunte, ad iniziare dalla Lazio, la cui ruzzolata interna con la Salernitana (complice l’assenza di Immobile) ha di colpo tramortito le già fatue aspirazioni principesche della banda di M. Sarri, a cui forse avevamo dato sin troppo credito. Per proseguire con l’Inter di S. Inzaghi, che più che altro è ancora alle prese col pagamento delle ultime (scomode) rate dei debiti contratti ad inizio torneo. Ma se i nerazzurri, complice il collettivo di prim’ordine (ed il rientro in pianta stabile di Lukaku), possono ancora sperare di rientrare nel circuito dei sogni, non altrettanto ci sentiamo di proferire riguardo alla Juventus, che a dispetto delle ultime tre vittorie di seguito (circoscrivendo la statistica al solo Campionato) non sembra possedere la statura di vera big, e le rovinose cadute europee ne sono la valida riprova, per una squadra ancora alle prese con un male oscuro d’origine sconosciuta che le impedisce di sottrarsi alla mediocrità e che presto potrebbe vederla alle prese con un avvio di una… mediocre età.

L’attaccante Victor Osimhen

Tutto questo mentre la bellissima dea Atalanta rimane sempre incline a relegare più in là i pronostici, occupando un 2° posto che le permette di perseverare imperterrita sulla via dello stupore, quella stessa via che si appropinqua a lasciare l’Udinese, i cui sogni d’avvio di campionato risultano di già oscurati dalle nubi dei primi passai falsi. Tornando al Napoli, al di là di ogni retorica e di certe frasi scontate, questo sembra proprio l’anno buono per ridare lucentezza a quel blasone sin troppo scolorito da decenni di aspettative mal riposte, cocenti delusioni (e illusioni) e disfatte impreviste. Probabilmente stavolta l’attesa è veramente finita… L’ora della gloria si appresta a scoccare. Cara infida oscurità, vai via, è tempo di migrare!

Il tecnico del Napoli Luciano Spalletti

Classifica

Napoli 32 Atalanta 27 Milan 26 Roma 25

Lazio, Inter 24 Juventus, Udinese 22

Torino 17 Salernitana 16 Sassuolo 15 Bologna, Fiorentina 13

Empoli 11 Monza 10 Spezia 9 Lecce 8