Come funziona l’algoritmo degli sport virtuali.

Nel mondo virtuale non potevano mancare le scommesse virtuali, dato che si scommette su tutto perché non scommettere anche virtualmente?
Detto fatto: sport virtuali quindi scommesse virtuali; con l’hi tech alla portata di tutti è possibile, facile, divertente e relativamente accessibile anche per chi non dovesse avere particolare dimestichezza con gli interfaccia tecnologici.

Il mondo virtuale è una realtà concreta da non molti anni ma tenderà a diventare sempre più reale tanto da richiedere una competenza nella conoscenza di vari sport che, pur virtuali, devono essere conosciuti onde diventare oggetto di analisi e scommesse per appassionati.
Conoscere gli sport su cui si vuole scommettere significa conoscere anche i trucchi che funzionano in questi sport, tale e quale come se fossimo in una platea reale o di fronte ad un campo di gioco.

Strano ma vero.
Cambia qualche dettaglio, chiaramente, perché i tempi del virtuale sono diversi: ad esempio il tempo che nelle scommesse virtuali si riassume in un range di 90/120 secondi in cui la partita, la simulazione di gioco o gara, si svolge.

Anche i tempi tra un’esecuzione e l’altra sono strettissimi, quasi consequenziali, perché tra un evento virtuale e l’altro intercorrono circa tre secondi: è un mondo basato sulla velocità quello del virtuale sportivo e dei suoi algoritmi.

Già, gli algoritmi permettono questi tempi per ragioni intuibili, banalmente perché la logistica di un evento virtuale non ha i gravami di un evento reale.
Chi scommette, quindi, lo fa su degli algoritmi che però sono elaborati sulla base di analisti e programmatori di software che non agiscono per caso ma per studio di squadre di calcio, cavalli o anche levrieri da corsa reali, che sono già attivi nel mondo reale.
Altrimenti si possono anche inventare ma, nel caso, si elabora un sistema probabilistico che produce eventi sportivi non del tutto affidati al caso.
Questo per dire cosa? Che  la scommessa, nel caso di una squadra di calcio inventata o, più facilmente un cavallo o un levriero, non è  basata sulla fortuna nel senso capriccioso del termine.
C’è una logica che coordina le varie prestazioni a confronto tra di loro con delle quote di probabilità rispetto alle quali si sviluppa un interesse, un senso di prova, la scommessa classica in buona sostanza.
Un esperto può studiarsi le caratteristiche di una squadra di calcio, di basket, di un giocatore di tennis o delle corse di qualsiasi tipo e provare a “beccarci”, come nel mondo reale.
Bisogna, solamente, provarci.
Ovviamente consigliamo piattaforme specializzate, registrate sul web con tutti i crismi delle regole e che siano funzionanti in modo facile ed intuitivo perché scommettere non deve essere uno sforzo mentale ma un divertimento alla portata di tutti.